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Castellammare - Bronzo agli europei di ginnastica, Salvatore Maresca si racconta a StabiaChannel

Intervista a 360° all'atleta stabiese che si allena a Salerno. «Rammaricato dal comportamento del sindaco. Le istituzioni dovrebbero fare di più per avvicinare i giovani allo sport».

tempo di lettura: 12 min
di Rita La Monica
28/04/2021 09:22:34

Nemmeno  tre giorni fa, sabato scorso, l'atleta stabiese Salvatore Maresca ha vinto la medaglia di Bronzo agli Europei di Ginnastica Artistica 2021 nella specialità degli anelli. In esclusiva StabiaChannel lo ha intervistato per scoprire quali sono gli attributi e i retroscena di un campione.

-Complimenti Salvatore. Ha sentito qualche autorità dopo la vittoria?

Sono rimasto un po' rammaricato dal comportamento del sindaco di Castellammare. Mi hanno detto che ha scritto un post su Instagram con cui si complimentava con me ma si vedeva che era una cosa tanto per. Mi sembra un po' una presa in giro leggere quel post dopo la sua assenza. Mi avrebbe fatto piacere anche una telefonata.

-Salvatore come si sente adesso? E come si è sentito durante la gara?

Attualmente sono molto stanco, è come se i muscoli avessero iniziato a collassare. Io ho avuto quasi tre mesi di allenamento durissimo, no stop. Mi sono riposato solo ieri. Ora oscillo tra la stanchezza e la felicità. Nel mio caso, non è così facile elaborare una cosa del genere. Per me è tutta una cosa nuova. Partecipare ad una competizione in campo internazionale e conquistare già una medaglia mi sembra surreale. Mentre, durante la gara ero totalmente in una bolla. Io ero il primo ginnasta a salire sugli anelli. Dovevo aprire io la gara e dietro di me c'era un campione olimpico, un campione europeo, un campione mondiale, persone che praticano questo sport da anni e la tensione c'era. Ma sono riuscito a contenermi, io ho fatto il mio lavoro e ho cercato di non incrociare nemmeno lo sguardo con tutti gli altri. Mi sono isolato, veramente. Sembravo una persona sociopatica ma mi sono allontanato da tutti solo perchè volevo fare del mio meglio. Ho usato lo svantaggio di iniziare per primo a mio vantaggio. Nel senso che io ci ho messo tutto quanto potevo metterci nell'esibizione ed è successo che il giudice vedendomi ha apprezzato e capito il valore della mia performance e così si è alzata l'asticella del livello, così che chi veniva dopo di me doveva impegnarsi per fare di meglio. Questo modo di fare è riuscito. Sono riuscito a mantenere la calma e la concentrazione. Ed è stato un successo.

-Cosa ne pensa di questi suoi risultati?

Io penso semplicemente che questo qui sia proprio un trampolino di lancio. Io ci ho messo l'anima, il corpo e i legamenti per arrivare a questo traguardo. Ho fatto una preparazione fisica per reggere questi tipi di performance ma fortunatamente ho avuto anche un team alle spalle che mi ha sostenuto molto. Come anche il mio allenatore, questa medaglia comunque al 50% è anche sua. È stato proprio un lavoro di squadra fatto da un team abbastanza competitivo, abbiamo lavorato duramente e calcolato tutto nei minimi dettagli e questa cosa qui ci ha permesso di arrivare alla medaglia. Questo, mi auguro che per me sia solo l'inizio. Il mio obiettivo è arrivare a Parigi, se quest'anno è saltata Tokio, ci metterò veramente l'anima  per arrivare a Parigi 2024.

-Quindi, la vedremo presto alle Olimpiadi?

Quello è il sogno di qualsiasi atleta. Però ovviamente per Tokio 2019 dopo che la squadra italiana non è riuscita a qualificarsi c'è stato un altro tipo di selezione. Cioè sono stati selezionati gli atleti in maniera individualista. Io spero che non accade lo stesso per le prossime Olimpiadi. Io proverò sia ad entrare in squadra che da atleta individualista.

-Castellammare allora incrocia le dita e la vuole vedere alle Olimpiadi, così come i suoi genitori.

Purtroppo solo mia mamma. Io ho perso mio padre cinque anni fa e da allora a casa siamo io, mia mamma e mio fratello. Poi c'è mia sorella che non vive con me ma ci sentiamo costantemente.

-Per lei non dev'essere stato semplice allenarsi e investire tutte queste ore in questa disciplina?

No, ma sono stato preparato. Questo qui è stato un programma fatto appositamente proprio per arrivare a disputare questa gara al meglio. A volte, quando hai degli obiettivi davanti, come nel mio caso un europeo, bisogna anche trascurare tantissime cose e dedicarsi solo a quello. Siccome gareggiavo da individualista è servito molto lavoro, più specifico e più dettagliato. Ma diciamo che è stata più una fatica psicologica che fisica. È stato veramente molto stressante.

-Salvatore, è quasi inutile chiedere, immagino già che per lei sia un grande orgoglio rappresentare non solo Castellammare ma anche tutta l'Italia nel mondo?

Si! È da ragazzino che io sognavo di far parte di un team italiano. Da ragazzino guardavo le magliette dei miei amici dell'Italia e  mi emozionavo. Per quanto riguarda Castellammare è la mia città, il mio paese, è la mia casa, la mia famiglia, è tutto. Anche il Centro Storico che mi ha sostenuto dall'inizio alla fine. Sempre, sempre, sempre. Non c'è stato un giorno in cui mi incontravano e mi chiedevano come andava la mia carriera. E ora che ho vinto ho ricevuto tantissimi messaggi, ma talmente tanti che si è bloccato il cellulare. Per via del Covid ci dobbiamo accontentare degli abbracci virtuali che anche se virtuali fanno sempre bene. Avere sempre l'appoggio di persone care è sempre un piacere.

-Lei è di Castellammare ma si allena a Salerno. Le è pesato molto fare tutti questi chilometri giornalmente?

Si. C'è stato un periodo dove mi stressavo molto perchè il tratto dell'autostrada rallentava per via dei lavori all'altezza di Vietri sul mare. A causa di quei lavori io ero costretto a rimanere in coda per ore intere e di conseguenza facevo ritardi agli allenamenti, è stato molto molto stressante. Anche perchè la società non era molto contenta di questo però mi ha sempre appoggiato, mi ha sempre capito. Anche il mio allenatore mi è sempre stato accanto. Abbiamo sempre visto l'aspetto tecnico perchè comunque queste sono cose che non dipendono da me però la voglia di fare va oltre i chilometri.  Una strutturina a Castellammare c'è. Io ho iniziato lì la mia carriera ma ho troncato dopo tredici anni perchè non c'erano più dei rapporti umani tra me e il mio allenatore e la mia società. Il mio era diventato un allenamento un po' passivo. Mi trovo a Salerno perchè avevo un buon rapporto con il Signor Antonello Di Cervo che è il mio attuale Presidente a Salerno e dopo sei/sette mesi di stop lui mi contattò per iniziare un percorso insieme. E da quel giorno in me è scattata una molla. Io dissi: Voglio iniziare a fare di nuovo ginnastica al meglio! E oggi ci sto riuscendo.

-Come mai ha scelto proprio questo sport?

È stato tutto per caso. Mia sorella iniziò a praticare ginnastica artistica due anni prima di me  e iniziò per correggere la sua postura. Io mi ritrovai lì perchè andavo a prendere mia sorella e c'erano dei ragazzi che facevano acrobazie. Se non fosse stato per quest'evento io sarei stato uno dei tanti ragazzini che sarebbe andato a giocare a calcio. Ma dopo aver visto quelle acrobazie dissi: No io devo fare le cosiddette capriole!. Da allora mi ritrovo in una palestra a praticare ginnastica e dopo ben venti anni ci sono ancora. Proprio il mese scorso ho festeggiato venti anni di carriera.

-Quante ore al giorno si allena?

Mediamente dalle cinque alle sei ore al giorno. Durante le fasi di scarico anche un po' di meno ma ci sono anche le fasi di carico dove mi tocca aumentare il lavoro e arrivo alle sette ore al giorno. Non sempre, però a volte accade.

-Da adolescente come è stato conciliare gli studi con gli allenamenti?

La scuola per me è sempre venuta dopo lo sport. Questo è negativo ovviamente. Però io ero quel classico ragazzo a cui non piaceva restare chiuso in classe. A me piaceva solamente fare ginnastica e stare con gli amici. Ne ho pagate le conseguenze, eh! Perchè poi dopo ho capito l'importanza del diploma e l'ho dovuto prendere in secondo momento da privatista. Un minimo è sempre importante, anzi avere una cultura è fondamentale per affrontare la vita. Quindi, coinciliare la scuola con la palestra è stata una cosa no stressante, di più.

-Nella sua carriera ha mai avuto qualcuno che l'ha criticata o addirittura la osteggiasse?

Guardi, purtroppo si. In alcune occasioni poteva meritare qualcosina in più. Magari in qualche garetta potevo meritare di più. Però questo fa parte della carriera di ogni sportivo, ci sono mazzate dietro la testa e momenti in cui si viene elogiati. Purtroppo, la meritocrazia non viene sempre premiata e bisogna anche accettare questo. Ovviamente, tutti questi pensieri vengono con la maturità. Da ragazzini magari non si pensano. Guardando al passato alcune cose un po' mi infastidiscono ma si va avanti e i risultati vengono. Vado avanti e nessuno mi fermerà più.

-Salvatore, lei ha il tipico aspetto dell'uomo mediterraneo. Occhi e capelli scuri eppure so che è soprannominato il Thor degli anelli. Ha il soprannome di una divinità nordica. Chi le ha dato questo soprannome e perchè?

Questo soprannome me lo ha dato il mio Presidente per la forza che riesco ad esprimere sugli anelli. Thor è un dio e quindi è in sè una persona molto forte. Poi, l'abbiamo associato un po' col mio nome. Cioè, Thor fu il salvatore del suo popolo ed era l'unico capace di maneggiare il martello che gli servì nella sua impresa. Anche Thor è stato abbandonato dal padre, è stato mandato via, è stato esiliato e per questo piccolo aneddoto a primo impatto è arrivato questo soprannome e me lo sono portato dietro.

-Lei è sicuramente un esempio, cosa si sente di dire ai giovani della nostra età e agli adolescenti?

Io, sulla mia pelle ho vissuto questa cosa e posso dire che nella vita non bisogna assolutamente andare dietro a soggetti negativi. Non bisogna soffermarci sugli aspetti negativi che nella nostra vita possiamo incontrare. Bisogna andare oltre, bisogna prendere il positivo della vita e farne buon uso. Vendicarsi in modo positivo, cioè dimostrando di valere  utilizzando le proprie potenzialità. Bisogna mettersi in gioco, bisogna sacrificarsi e i sacrifici prima o poi ripagheranno sempre. E non c'è cosa più bella di sentirsi soddisfatti. Mi creda, quando ho vinto la medaglia e mi sono visto sul podio veramente mi sentivo tribolare. È una sensazione veramente indescrivibile e quindi non c'è cosa più bella di mettersi in gioco, sentire i propri sogni, andare avanti, non soffermarsi su cose negativee cercare sempre il meglio di sè. Si deve andare proprio alla ricerca del proprio essere. Bisogna evitare soprattutto anche luoghi negativi. Purtroppo, ce ne sono molti. Perchè ad esempio un ragazzino che per sua sfortuna non si ritrova niente non è nemmeno facile sapersi indirizzare da solo. Se un ragazzino nasce sfortunato e non ha mai avuto nessuno alle spalle che è riuscito a raddrizzarlo, a consigliargli la retta via non è semplice. Io sono stato fortunato perchè sono riuscito a capire, ad allontanarmi dalle persone negative e in più ho avuto una famiglia alle spalle che fortunatamente che mi ha educato. Però, purtroppo il grande lo si fa da soli. Io ci metto il mio e farò sempre di tutto per essere e dare un buon esempio. Per me è un onore e ne vado orgoglioso di poter essere un esempio. Una cosa di cui mi dispiaccio molto è che alcune volte per via della mia provenienza mi hanno associato alla camorra. Io non c'entro nulla, sono mondi a cui non appartengo.

-Quindi, le sono capitati episodi in cui è stata fatta della cattiva ironia sulla sua provenienza?

Si, ma fortunatamente io sono una persona con una bella faccia dii bronzo e riesco a difendermi bene, so rispondere a dovere. Però, per rispondere nella giusta maniera bisogna essere maturi e la maturità viene con gli anni.

-Si è sentito discriminato?

No, discriminato no. Però, sa a volte ho avuto molte frecciatine. Io però so rispondere.

-Vuole ringraziare qualcuno per la sua vittoria?

Io ringrazio infinitamente la mia società, ringrazio ma tanto tanto il mio allenatore. Ringrazio tutte le persone che mi sono state affianco. Ringrazio mia madre che lei è stata ed è la mia più grande sostenitrice. È stata lei la prima ad indirizzarmi a questo sport. Ringrazio la mia ragazza e tutta la famiglia della mia ragazza che mi sostiene e mi aiuta in questo percorso.

-Salvatore, a proposito di coach, lei ultimamente ha scritto che dietro ogni grande atleta c'è un grande tecnico. Ha un bel rapporto col suo coach, giusto?

Ho un bellissimo rapporto col mio coach. In primis siamo due amici poi in palestra io sono l'allievo e lui è il tecnico. Il rispetto è reciproco, c'è stato sempre una fiducia reciproca ed è per questo che siamo arrivati a questi risultati. Poi lui è un ex olimpionico quindi chi meglio di lui mi può capire.

-In ultimo, cosa ci può rivelare? Vuole dire qualcosa?

Io vorrei dire semplicemente che le istituzioni dovrebbero fare qualcosa in più per avvicinare i ragazzi allo sport. Perchè non tutti i ragazzi hanno la possibilità di praticare sport e non a tutti i ragazzi piace stare a scuola. Quindi fare sport può essere una valida alternativa. E bisogna anche dare un educazione attraverso lo sport. L'educazione sporitva quella è importante, meglio di quella non ce nè. Non dovrebbe esserci solo calcio o solo pallavolo ma soprattutto nelle scuole deve esserci la ginnastica. Si deve insegnare il rispetto attraverso lo sport e secondo me lo sport sarebbe il fulcro da cui partire per farlo.

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