Dopo 4 anni dal fallimento societario, il Siracusa, squadra gemellata con la Juve Stabia, è di nuovo in Lega Pro. Nel 2012 il Siracusa non si iscrisse al campionato di Lega Pro e venne radiato dai ruoli federali. La società fu costretta a ripartire dalle attività con il settore giovanile, dal quale nacque l'Associazione Sportiva Dilettantistica Siracusa Calcio che si iscrisse al campionato regionale di Prima Categoria. Da allora è iniziata una cavalcata senza freni e fino ad oggi non ci sono state sorprese. È bastato un pareggio a Rende per far si che gli aretusei ottenessero la matematica promozione come vincitori del girone con ben 74 punti in 36 partite. Promozione dunque ottenuta meritatamente dai ragazzi di mister Sottil, arrivata grazie al 2-2 nella trasferta allo Stadio Marco Lorenzon, gara a cui hanno assistito più di 1.000 tifosi, tra questi c’è stata anche la notevole presenza di massa dei tifosi delle vespe. I leoni aretusei sono andati subito in vantaggio con Longoni, raggiunti poi dal goal del momentaneo pareggio di Gigliotti nella ripresa. Subito dopo Dezai mette a segno il goal del vantaggio e mettendo così in cassaforte la promozione diretta per i siracusani, dato che a nulla è servito il pareggio dei biancorossi a dieci minuti dalla fine. Al fischio finale la città siciliana è finalmente in festa. La squadra di Sottil, dopo alcuni posizionamenti oscillanti tra la permanenza in serie D e i play-off, è riuscita per la soddisfazione di tutti ad ottenere la promozione diretta e la conquista del girone I. Non resta che attendere il match del prossimo campionato dopo 6 anni contro la Juve Stabia, squadra legata da un forte legame di amicizia con il Siracusa, nato nel 1979. Secondo alcune fonti, lo storico gemellaggio nacque in occasione dei funerali di Nicola De Simone, giocatore del Siracusa nativo di Castellammare morto dopo un lungo coma subito da un grave infortunio sul campo, ma è stato ufficializzato solo anni dopo. Da allora c’è stato un vincolo indissolubile chiamato “SiraStabia”, che rappresenta il legame e soprattutto il ricordo del calciatore e ancora oggi, come lo si è dimostrato durante il match a Rende, i rapporti di amicizia e di fratellanza prosperano nel gemellaggio, con la speranza che perduri nel tempo e che siano d’esempio per qualunque tifoseria in Italia.