Il ds Salvatore Di Somma
L’ennesima dimostrazione di come nel calcio non esista gratitudine. In un sol colpo il Benevento ha sollevato dai propri incarichi il tecnico Marco Baroni e, soprattutto, il direttore sportivo Salvatore Di Somma, autentico artefice del miracolo che ha portato i sanniti dal reiterato incubo della Lega Pro al sogno serie A. Le 9 sconfitte in altrettante gare, frutto di 20 reti subite e appena 2 realizzate, possono giustificare l’esonero del trainer, non certo di un dirigente che ha dimostrato con i fatti le proprie competenze rendendo grandi in appena 6 anni dapprima la Juve Stabia e poi il Benevento portando entrambi i club a traguardi mai neanche sfiorati nella propria storia se si considera che le stesse vespe erano retrocesse seduta stante durante la prima esperienza in serie B negli anni ’50. Un verdetto che, seppur nell’aria dopo le critiche delle scorse settimane, appare comunque iniquo a fronte dei meriti dell’ex capitano dell’Avellino che con il suo operato ha dapprima infranto il tabù serie C e poi regalato la promozione nella massima serie agli stregoni alla prima esperienza assoluta tra i cadetti. Allontanamento che fa sognare i tifosi della Juve Stabia che invocano il ritorno di Di Somma sin dal giorno del tempestoso addio datato estate 2013 e ancora oggi frutto di enormi rimpianti. Al suo posto nel Sannio potrebbe operare Pasquale Foggia, oggi responsabile del settore giovanile giallorosso. Successore di Baroni, dopo il netto rifiuto di Reja, sarà invece l’ex Foggia Roberto De Zerbi, accolto dai tifosi sanniti con lo striscione “Zingaro”. Se il buongiorno si vede dal mattino, l’agonia in casa Benevento è destinata a durare ancora a lungo.
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