domenica 8 dicembre 2019 - Aggiornato alle 13:51
Gori spa
StabiaChannel.it
Gori spa
Spazio Scuola

Il diploma tecnico pratico (i.t.p.) con 24 c.f.u. abilita all'insegnamento, in base ad una pronuncia giudiziaria del magistrato di Monza


Sancito il diritto all’inserimento, nella II fascia delle graduatorie d'istituto, per "docente con diploma di ragioniere, perito commerciale e programmatore", attraverso le superiori disposizioni dell'unione europea! 

pavidas

Con ricorso al Giudice del lavoro “nelle forme urgenti- ex art. 700 codice procedura civile"-depositato ad Ottobre 2019 ed assegnato al MAGISTRATO di Monza Serena Sommariva, l’interessato ha convenuto in giudizio il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia e l’Ambito Territoriale Provinciale di Monza, per il riconoscimento del valore abilitante di diploma tecnico pratico, congiunto al possesso dei 24 Crediti Formativi (C.F.U) .

Il “motivo d’urgenza” è stato individuato, dai legali stabiesi Aldo Esposito e Ciro Santonicola, patrocinatori della causa, attraverso l’analisi del Decreto Ministeriale 666/2019, laddove ha previsto che “nelle more della costituzione triennale delle graduatorie di istituto I, II e III fascia, concernenti la scuola secondaria, i docenti, anche laboratoriali, con titolo abilitante maturato entro il 01° ottobre di ciascun anno, possono domandare la collocazione nella II fascia G.I., posizionandosi in ”elenco aggiuntivo”, relativo alla rispettiva finestra  d’inserimento”.

Ebbene, l’imminente scadenza dei termini per accedere agli elenchi aggiuntivi  ha giustificato, a tutela dell'assistita dallo studio Esposito/Santonicola, la richiesta del provvedimento cautelare, al fine di consentire un inserimento tempestivo nelle “superiori graduatorie”.

Investito della questione, il Tribunale del lavoro, territorialmente competente, ha stabilito (Estratti essenziali PRONUNCIA GIUDIZIARIA):

"Il giudice deve cercare una soluzione interpretativa in senso conforme alla cornice sovranazionale, dovendo altrimenti rimettere gli atti alla Corte Costituzionale. Soluzione che, come si è visto, appare senz'altro possibile nel caso di specie. Le procedure c.d. abilitative sono, in realtà, mere procedure amministrative di reclutamento che consentono di programmare gli accessi.

Ciò che vale, ai fini dell'inserimento nelle fasce di istituto, è il titolo di studio, cfr. Direttive Comunitarie 2005/36/CE, 2013/55/UE, recepite con D.Lgs. n. 206 del 2007, in virtù delle quali l'accesso alla professione PUÒ essere subordinato al conseguimento di specifiche qualifiche che possono consistere, alternativamente, in un titolO di formazione ovvero in una determinata esperienza lavorativa.

Pertanto è indispensabile, al fine di chiarire il quadro normativo applicabile, che il legislatore nazionale ha già recepito, mediante l'art. 1, comma 79 della L. n. 107 del 2015, evidenziare la sostanziale irrilevanza della cd. "abilitazione all'insegnamento".

Il medesimo art. 1, comma 79, stabilisce che il dirigente scolastico può conferire incarichi anche a docenti che siano sprovvisti di titoli di "abilitazione".

Ciò sembra confermare che il legislatore interno sta dando formale attuazione allo spirito delle Direttive Comunitarie, non richiedendo più l'abilitazione all'insegnamento quale requisito di svolgimento della professione.

Del resto le disposizioni dell'Unione Europea, in tema di "professione regolamentata", sono molto chiare. Le Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE regolano il sistema generale delle professioni regolamentate nell'ambito dell'Unione Europea e dei titoli di accesso alle stesse.

Tali Direttive sono state recepite ed attuate in Italia mediante il D.Lgs. 6 novembre 2007, n. 206, e il D.Lgs. 28 gennaio 2016, n. 15, recante Attuazione della Direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della Direttiva 2005/36/CE.

La Direttiva 2005/36/CE ed il relativo Decreto di attuazione impongono il possesso di idonea qualifica professionale al fine dell'esercizio di una professione regolamentata, quale quella di docente nel sistema scolastico pubblico italiano, e tale requisito è condizione necessaria ed al tempo stesso sufficiente all'esercizio della stessa; i titoli conseguiti in Italia, in quanto Stato membro dell'Unione Europea, rientrano nella definizione di titolo di formazione e quindi di qualifica professionale utile all'esercizio della professione regolamentata.

I termini di abilitazione e/o idoneità non rientrano tra le definizioni adottate dalla citata Direttiva o del relativo Decreto di attuazione e devono, quindi, ritenersi sostituiti dalla più generale definizione di qualifica professionale adottata dalla normativa dell'Unione Europea.

Le procedure definite Abilitanti dallo Stato italiano non rientrano nelle definizioni di qualifica professionale adottate dalla citata Direttiva 2005/36/CE poiché non rappresentano, ai sensi della stessa, una formazione regolamentata, ma una mera procedura amministrativa appartenente all'ambito di una modalità di reclutamento, attuata in forma non esclusiva dallo Stato italiano, posto che il diritto all'esercizio della professione avviene non in virtù di tali procedure, ma in virtù di idoneo titolo di accesso conseguito secondo le vigenti disposizioni di legge.

In altri termini, il titolo non è altro che la qualifica professionale adottata dalla normativa dell'Unione Europea.

Il Ministero dell'Istruzione, mediante D.M. 30 gennaio 1998, n.


39, ha definito l'elenco dei titoli di studio conseguiti, validi per l'esercizio della professione di docente nelle rispettive classi di concorso; in particolare, con detto decreto Ministeriale, ha statuito che detti titoli consentono l'accesso alla professione di docente e quindi, dalla lettura sistematica delle norme (Direttiva Ue 2005/36 e 2013/55, come recepite dal legislatore italiano e D.M. n. 39 del 1998), ciò che emerge è che tali titoli sono idonei all'esercizio della professione regolamentata, ovvero di qualifica professionale.

Senza trascurare che l'articolo 49 TFUE privilegia la libertà di stabilimento dei liberi professionisti: qualsiasi cittadino di uno Stato membro, che si stabilisca in un altro Stato membro per esercitarvi un'attività non subordinata, beneficia del trattamento nazionale e vieta qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza derivante dalle leggi nazionali, in quanto restrizione della libertà di stabilimento (v., in tal senso, sentenze Commissione/Francia, 270/83, EU:C:1986:37, punto 14, e Commissione/Paesi Bassi, C-157/09, EU:C:2011:794, punto 53).

La normativa europea non si presta quindi ad equivoci e i decreti ministeriali appaiono in contrasto con le norme eurocomunitarie.

Peraltro il legislatore nazionale, non senza contraddizioni, ha iniziato il percorso di adeguamento della normativa interna a quella Europea.

Invero, l'abilitazione all'insegnamento (intesa come conseguimento di Tfa, Pas e SSSI) è un certificato che consente al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di programmare gli accessi e non rappresenta, secondo la definizione legislativa, un titolo utile all'esercizio della professione di docente.

Come si è detto, le procedure di abilitazione sono, in realtà, mere procedure amministrative di reclutamento e non titoli per lo svolgimento per la partecipazione o titoli che consentono l'accesso ai concorsi, in quanto ciò che vale, ai fini dell'inserimento nelle fasce di istituto, è il titolo di studio; cfr. Direttive Comunitarie 2005/36/CE, 2013/55/UE, recepite con D.Lgs. n. 206 del 2007, in virtù delle quali l'accesso alla professione può essere subordinato al conseguimento di specifiche qualifiche che possono consistere, alternativamente, in un titolo di formazione ovvero in una determinata esperienza lavorativa.

Ciò sembra confermato dalla norma di cui all'art. 1, comma 416 della L. n. 244 del 2007 con la quale sono stati istituiti i T.F.A., per la quale"...l'attività procedurale per il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi ordinari, con cadenza biennale, nei limiti delle risorse disponibili...". In altri termini, affermare che una procedura consente soltanto di programmare gli accessi significa dire che l'accesso non è consentito dalla procedura di abilitazione ma dal titolo sottostante e tale procedura non rientra tra le definizioni dell'Unione Europea utili ai fini dello svolgimento della professione di docente.

L'abilitazione, anche alla luce del sistema normativo comunitario, non è requisito che consente lo svolgimento della professione di docente e, conseguentemente, l'accesso al concorso.” (così Trib. Roma).

Ritenuto che, pertanto, la ricorrente, avendo conseguito diploma di ragioniere, perito commerciale e programmatore, oltre ai 24 CFU, sia in possesso dei requisiti per ottenere l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto, per la suddetta classe di concorso, dovendo riconoscersi valore abilitante all’insegnamento ai titoli dalla stessa posseduti".

Di seguito il link per

“RICORSO LAUREA/DIPLOMA PIÙ 24 C.F.U./C.F.A. = ABILITAZIONE-INSERIMENTO IN II FASCIA G.I.”,

https://scuolalex.it/ricorso-santonicola-laurea-diploma24-c-f-u-abilitazione-allinsegnamento/

PER DOMANDARE "RICORSO INDIVIDUALE" (VESTE GIUDIZIARIA APPOSITAMENTE RICAMATA SUL SINGOLO CASO) si clicchi sotto:

https://scuolalex.it/ricorso-santonicola-individuale-laurea-diploma24-c-f-u-per-abilitazione-allinsegnamento/

Al fine di visionare tutti i provvedimenti giudiziari, è possibile raggiungere i legali nella sede di Castellammare di Stabia (NA), via Amato 7, ogni martedì e giovedì, dalle ore 15:45 alle ore 19:30.

Per info di ogni tipo, anche in merito all’attivazione del ”ricorso urgente-nelle forme dell’art. 700 c.p.c.”, è possibile  inoltrare un messaggio WhatsApp scritto al numero 3661828489 (no telefonate).

Risponderà direttamente il legale, con un vocale, in media entro 7 giorni dall'invio del quesito.

In alternativa, si contatti il numero fisso dello studio legale Esposito/Santonicola  08119189944, attivo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 09,45 alle ore 12,30 e dalle ore 16,30 alle ore 19,30.



Il diploma tecnico pratico (i.t.p.) con 24 c.f.u. abilita all'insegnamento, in base ad una pronuncia giudiziaria del magistrato di Monza

domenica 17 novembre 2019 - 10:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli ultimi articoli di Spazio Scuola


Sponsor
dg informatica adra bcp poldino Berna farmacia san carlo auto somma somma point nemesi Rionero Caffè Futura Costruzioni srl Erboristeria Il Quadrifoglio ScuolaLex
dg informatica adra bcp poldino Berna farmacia san carlo auto somma somma point nemesi Rionero Caffè
Futura Costruzioni srl Erboristeria Il Quadrifoglio ScuolaLex
 
StabiaChannel.it

I PIÚ LETTI DEL GIORNO