Malinconico magari ci sorriderebbe su, con il fare scanzonato di avvocato che di gaffe e imprevisti fa una regola di vita. Ma il personaggio, interpretato da Massimiliano Gallo, della fiction Rai tratta dai libri di Diego De Silva è senza colpa, finito in una polemica sollevata dal sindaco di Torre Annunziata in difesa della sua città. Corrado Cuccurullo in realtà fa dell'ultima puntata della seconda serie sul celebre personaggio solo l'ultimo episodio di una serie che lo spingono a dire: “E’ inaccettabile che Torre Annunziata venga sempre accostata al degrado e alla camorra. Ho scritto alla produzione di Rai Fiction per stigmatizzare l’accaduto e pretendere le scuse. Torre Annunziata merita rispetto”. Una lettera a qualche giorno dalla messa in onda dell'ultima puntata.
Tutto parte dall'episodio di “Vincenzo Malinconico – avvocato d’insuccesso”, che lunedì ha chiuso il secondo ciclo seguita da milioni di spettatori, "la città di Torre Annunziata è stata accostata alla droga e allo spaccio di sostante stupefacenti. Un accostamento grave che lede l’immagine di una città intera" dice Cuccurullo, anche se poi la serie si attiene ad inchieste e operazioni delle forze dell'ordine che dimostrano la forte presenza dei clan e quanto conti l'affare droga a Torre. Nel corso della puntata Torre Annunziata viene menzionata come luogo dove Venere, uno dei personaggi della fiction, si reca per acquistare droga. Un accostamento che viene ripetuto in due circostanze nel corso dell’episodio andato in onda su Rai Uno. Perciò Cuccurullo attacca e usa toni da crociata: “E’ grave che in una produzione tv nazionale, che gode anche del patrocinio del Ministero della Cultura Direzione Generale cinema e audiovisivo, si scada in un luogo comune banale, falso e vergognoso. Torre Annunziata è una città che merita rispetto. Nel corso degli anni è stata relegata in un cono d’ombra dal quale sta provando nell’ultimo periodo faticosamente ad uscire. Ci sono difficoltà certo, come ci sono in tante altre città non solo dell’area, ma dell’intera provincia di Napoli. Non è accettabile che venga usato con tale superficialità il nome di una città, qualunque essa sia, all’interno di una produzione che va in onda sulla TV di Stato. Mai possibile che nessuno tra sceneggiatori, autori e produttori, abbia pensato che quella battuta potesse risultare offensiva e ingiusta nei confronti di un’intera comunità? Invito pubblicamente i produttori e gli sceneggiatori della fiction a trascorrere una giornata a Torre Annunziata. Scopriranno una città accogliente, una città che è parte di un territorio, quello vesuviano, unico al mondo, e straordinario per i suoi attrattori ambientali, culturali, archeologici, enogastronomici”. Difficile che la Rai risponda.
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