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Torre Annunziata - Fine dell'era Ascione, si dimettono 18 consiglieri. Pronto l'arrivo del commissario prefettizio

Si conclude tra scandali, tangenti e un’inchiesta della Dda per concorso in associazione mafiosa l’esperienza dell’amministrazione oplontina di centrosinistra. E intanto la commissione d’accesso potrebbe optare per il commissariamento per 18 mesi.

tempo di lettura: 2 min
di red
17/02/2022 16:49:33
Torre Annunziata - Fine dell'era Ascione, si dimettono 18 consiglieri. Pronto l'arrivo del commissario prefettizio

Fine della corsa. Le dimissioni dei consiglieri Mariagrazia Sannino, Ciro Alfieri e Raffaele Izzo hanno chiuso ufficialmente l’esperienza dell’amministrazione comunale guidata da Vincenzo Ascione. Sono 18 i consiglieri comunali che hanno rassegnato le loro dimissioni, più dei due terzi richiesti per lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, che giunge così al termine di un percorso travagliato, contraddistinto da scandali, tangenti e un’inchiesta della Dda che ha colpito il sindaco e altre 11 persone con l’accusa di concorso in associazione mafiosa. Nella giornata di ieri proprio il sindaco Vincenzo Ascione aveva dato le dimissioni con un blando comunicato stampa, che ha fatto seguito ad una lettera protocollata in mattinata. Un modo probabilmente per prendere tempo, dato che le dimissioni possono essere ritirate entro 20 giorni, tenendo presente che appena il giorno prima lo stesso Ascione aveva fatto sapere di non avere alcuna intenzione di mollare la poltrona. “Non ci sto, non accetto di chinare il capo e di subire un’onta del genere” aveva affermato, riferendosi alle modalità con cui era intervenuta l’Antimafia, dopo il blitz delle forze dell’ordine nella sua abitazione e negli uffici comunali. Un attacco diretto, a cui tuttavia non ha fatto il paio altrettanto ardore nei confronti di Salvatore Onda, nipote del killer dei Gionta e parente di una consigliera comunale, indicato dalla Dda come il deus ex machina delle scelte degli assessori e della gestione di affidamenti e appalti. “Onda può essere elemento di riscatto e resilienza” aveva sostenuto Ascione, facendo riferimento esclusivamente alla parentela scomoda e omettendo le prime risultanze delle indagini della Dda. Dopo lo scandalo tangenti con l’arresto del dirigente dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano e quello del vicesindaco Ammendola, poi scarcerato, dunque, l’inchiesta della Dda ha segnato il passo finale per Ascione, che suo malgrado ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di andare avanti. Nelle prossime ore arriverà al Comune il commissario prefettizio per traghettare l’ente fino alle elezioni, in programma probabilmente in estate. Ma a scrivere l’ultima pagina su questa vicenda sarà la commissione d’accesso, che resterà a Palazzo Criscuolo fino ad aprile per completare il suo lavoro di indagine su eventuali infiltrazioni della camorra nell’attività amministrativa e consegnare la relazione finale al Prefetto, il quale poi dovrà inviare la sua proposta al Ministro Lamorgese. Un iter che potrebbe portare anche allo scioglimento del Comune di Torre Annunziata e al commissariamento per 18 mesi, più eventuali altri 6 in proroga. Il tempo necessario per ricostruire una classe politica in grado di voltare pagina e di imprimere una vera svolta ad una città in cui la politica ha dimostrato la sua inadeguatezza. E che sembra ormai tornata indietro di 20 anni.

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