Sarà ballottaggio a Torre Annunziata. La commissione elettorale riunitasi negli uffici della polizia municipale, capitanata dal magistrato De Angelis, ha portato a termine le operazioni post voto determinando l’esito del primo turno: Ascione, candidato sindaco del Partito Democratico, non ha raggiunto il 50%+1 delle preferenze. Dovrà vedersela tra due settimane con il suo sfidante Ciro Alfieri che si attesta sul 35%. Due giorni infuocati a Torre Annunziata. Nella notte tra domenica e lunedì molti avevano dato per vincitore Vincenzo Ascione a causa di alcuni dati in possesso al Pd e alla sua coalizione. Era stata organizzata addirittura una festa al rione Rovigliano ma è stata annullata dopo il caos che si è creato intorno alla sezione 33. Per terminare lo spoglio, si doveva attendere il verdetto di questa sezione che, a causa di alcune irregolarità nel verbale firmato dal presidente, era stata bloccata. Il sito ufficiale del Ministero, inoltre, a differenza del Comune, presentava dati diversi: Ascione era fermo al 49% mentre l’Ente lo dava al 50%. Di qui i facili entusiasmi dei Dem che però non avevano fatto i conti con l’ultima, decisiva, sezione. Dallo spoglio di questa mattina è emerso che Vincenzo Ascione non è il sindaco di Torre Annunziata perché dovrà vedersela al ballottaggio tra due settimane. Da cancellare quindi tutte le foto, i post e gli auguri pubblicati nelle ultime ore. Ci sono state non poche polemiche intorno al voto dell’11 giugno e senza ombra di dubbio continueranno nelle prossime settimane. Entrambi i candidati che si sfideranno al prossimo turno sono in attesa di conoscere le motivazioni che hanno ritardato lo spoglio della sezione 33. Intanto, nonostante le proteste di qualche cittadino, il ballottaggio è certo: da rimandare tutte le feste e i festeggiamenti, Torre Annunziata è di nuovo in campagna elettorale.
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