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Svolta storica per il Sarno: ok della Regione al maxi-piano da 407 milioni. Fico: «Fiume pulito entro 5 anni»

Una svolta attesa da decenni per quello che, purtroppo, è stato a lungo etichettato come uno dei corsi d'acqua più inquinati d’Europa.

tempo di lettura: 3 min
01/10/2026 18:02:43
Svolta storica per il Sarno: ok della Regione al maxi-piano da 407 milioni. Fico: «Fiume pulito entro 5 anni»

Una svolta attesa da decenni per quello che, purtroppo, è stato a lungo etichettato come uno dei corsi d'acqua più inquinati d’Europa. Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato all’unanimità una risoluzione cruciale per il risanamento ambientale e la messa in sicurezza idraulica del bacino idrografico del fiume Sarno.

L’aula, presieduta da Massimiliano Manfredi, ha trovato una convergenza unitaria tra maggioranza e opposizione su un piano massiccio che prevede lo stanziamento di circa 407 milioni di euro. I fondi saranno gestiti attraverso un accordo quadro quadriennale, strutturato in sette lotti d'intervento, con l’obiettivo ambizioso di restituire dignità al territorio e garantire la sicurezza dei cittadini.

Il duello in aula e l'annuncio del Presidente Fico
La seduta straordinaria e monotematica non è stata priva di tensioni politiche. L'opposizione guidata da Gennaro Sangiuliano ha inscenato una protesta portando in aula un'ampolla contenente acqua prelevata direttamente dal fiume per evidenziarne lo stato di inquinamento. Pronta la replica della maggioranza: il vicepresidente Mario Casillo ha rivendicato lo straordinario lavoro dell'ultimo decennio, annunciando che ben 104 vecchi punti di sversamento censiti su 113 sono stati definitivamente chiusi, collettando i reflui di oltre 360mila abitanti, mentre gli ultimi 9 scarichi rimasti saranno disattivati entro il prossimo anno.

A tracciare la linea della svolta è stato il Presidente della Regione, Roberto Fico: «Vogliamo essere la giunta che in quattro o cinque anni avrà riconsegnato il fiume Sarno pulito del tutto alle comunità che vivono lungo il suo corso e all'intera Campania. Il nostro è un obiettivo ambizioso ma molto concreto. Accanto agli investimenti, metteremo in campo pene severissime per chi inquina e monitoraggi automatici costanti per contrastare i veleni industriali».

I pilastri del progetto e il controllo sui cantieri
La risoluzione punta a risolvere in modo strutturale le due grandi piaghe che affliggono il corso d'acqua: l'inquinamento e il rischio idrogeologico. Gli interventi si concentreranno su fognature, dragaggio complessivo dei fondali e ripristino delle vasche di esondazione e laminazione. Per evitare che le opere si arenino nelle lungaggini burocratiche, la Giunta regionale sarà obbligata a presentare ogni sei mesi una relazione dettagliata alla Commissione Ambiente, presieduta da Salvatore Flocco, sullo stato di avanzamento dei cantieri.

I risvolti per Castellammare di Stabia: stop ai veleni e rilancio del litorale
Per il comune di Castellammare di Stabia, posizionato proprio sulla foce del fiume, l'approvazione di questa risoluzione rappresenta un passaggio epocale. La città delle acque ha storicamente pagato il prezzo più alto dell'inquinamento del Sarno, vedendo penalizzato per decenni il proprio litorale e la balneabilità del tratto di costa cittadino.

I risvolti diretti per il territorio stabiese si articolano su tre fronti:
1. La rinascita del mare e della balneabilità: Il completamento della rete fognaria e l'azzeramento degli scarichi industriali tossici a monte impediranno ai veleni di riversarsi nel mare del golfo. Questo consentirà il recupero definitivo e strutturale della balneabilità dell'intero litorale di Castellammare, liberando la città dall'ombra della storica "bomba ecologica".

2. Sicurezza idraulica alla foce: Il dragaggio dei fondali e la pulizia del letto del fiume ridurranno drasticamente il rischio di esondazioni nella zona della foce a Castellammare, un'area storicamente vulnerabile durante le violente ondate di maltempo.

3. Rilancio turistico ed economico: Il risanamento della costa permetterà alla città di valorizzare appieno la propria vocazione turistica, sbloccando investimenti legati alle attività balneari, alla ricettività e alla riqualificazione del lungomare, trasformando quella che era una ferita aperta in un volano di sviluppo per tutta l'area stabiese.

L'orizzonte temporale definitivo per la chiusura di tutte le opere strutturali è fissato per il 2032, ma grazie alla spinta impressa da questa risoluzione unitaria, i primi benefici concreti per il mare di Castellammare si vedranno già nei prossimi mesi. Con il voto compatto del Consiglio, la Campania prova finalmente a voltare pagina.

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