«A Napoli, negli anni scorsi, era stato varato un progetto chiamato “Sirena” per ristrutturare le facciate dei palazzi fatiscenti. Ne servirebbe uno analogo anche a Sant'Antonio Abate».
A dirlo è l'ex consigliera comunale di Sant'Antonio Abate e leader del gruppo «Oltre», Donatella Donadio.
«Molti edifici, soprattutto fronte strada, si presentano in condizioni disastrose – aggiunge – sia che si tratti di edifici abbandonati che non. L'Amministrazione comunale dovrebbe occuparsi di varare un piano di riqualificazione edilizio non solo, e non tanto, per una questione di estetica – continua Donadio – ma per sicurezza e incolumità pubblica».
«Appena qualche giorno fa, in Via Roma, sono caduti calcinacci da un palazzo – sottolinea – e solo per fortuna non ci sono stati incidenti. Il Comune può, in questo contesto, velocizzare le procedure riguardo a ristrutturazioni e restyling, e lavorare – come mediatore – in caso di eredità contese che bloccano di fatto qualsiasi opera migliorativa o di manutenzione degli immobili».
«In questo modo – conclude la leader del gruppo “Oltre” – si raggiungerebbero due obiettivi: mettere in sicurezza gli edifici, da un lato; e riavviare l'edilizia e l'economia dell'indotto dall'altro. Economia che, con un Puc ancora in fase di progettazione, è drammaticamente ferma».
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