Da alcuni giorni sono ripresi i falò per bruciare le sterpaglie. All'alba colonne di fumo si levano dalle campagne dell'area stabiese così come anche in alcune località a ridosso dei centri abitati e si propagano fin dentro le abitazioni. Fumi anche tossici che provocano problemi respiratori e disturbi a tanti cittadini. Proprio per questo, lo ricordiamo, in molti comuni vigono ordinanze che vietano di bruciare le sterpaglie. Tra i primi ad adottare questi provvedimenti è stato il comune di Sant'Antonio Abate. Un’ordinanza, valida fino al prossimo 20 settembre, che intende salvaguardare le condizioni climatiche ed ambientali e assicurare la sicurezza della circolazione stradale, spesso ostacolata dai fumi dei fuochi che ne limitano la condizione di visibilità.
«Vogliamo impedire fenomeni di incendi incontrollati e molestie per l’immissione di fuliggine ed esalazioni maleodoranti - ha detto la sindaca Ilaria Abagnale - , accentuati dalle condizioni climatiche tipiche della stagione estiva, per cui invitiamo la cittadinanza a dare comunicazione immediata di eventuali incendi che interessino o minaccino l’incolumità pubblica. I trasgressori che accenderanno fuochi volti ad eliminare sterpaglie, ramaglie e residui di lavorazione agricole nel periodo non consentito, salvo che il fatto non costituisca reato, saranno puniti con una sanzione pecuniaria. Eventuali fumi provocati da un incendio e il particolato da esso prodotto può degradare la qualità dell’aria per mesi a seguito dell’evento. Sarà di pubblico interesse collaborare per migliorare le condizioni di salubrità dell’aria nei luoghi che tutti noi viviamo ogni giorno. Nel nostro paese vogliamo assolutamente garantire la salute e la sicurezza di ciascun cittadino. Non tolleriamo eccezioni».
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