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L’ultimo consiglio comunale dell’anno è stato letteralmente monopolizzato dalla questione cimitero comunale. L’opera pubblica per antonomosia di Santa Maria che attende da decenni di essere realizzata attraverso la formula del project financing per un importo complessivo di 10 milioni di euro. Ad essere affrontata nel consiglio di stamane, in particolare, è stata la questione pertinente agli espropri, di fatto lo scoglio che fino ad oggi ha fatto incagliare la partenza dell’opera. Sulla base di quanto emerso dalla discussione in aula, come d’altronde già anticipato qualche giorno fa, è stata avviata la procedura di perfezionamento degli atti notarili relativi ai lotti che ancora mancano all’appello. Ovvero quello di proprietà della signora Viceconte per un totale di circa 10mila metri di terra. Dopo la sottoscrizione dell’atto preliminare, entro il 1 febbraio, stando a quanto riferito dalla società consortile “Cimitero Santa Maria” incaricata delle espropriazione e in seconda battuta dell’esecuzione stessa dei lavori dell’opera cimiteriale, verrà sottoscritto anche l’atto definitivo, step quest’ultimo che porterà l’ente municipale ad essere proprietario di tutta l’area cimiteriale. L’ultimazione degli espropri, tuttavia, non esclude le sanzioni da destinare alla società concessionaria dell’opera, e la cui entità il comune quantificherà nelle prossime settimane per tramite dell’avvocato cavese Armenante, in ossequio all’incarico ad hoc ricevuto dal comune. La querelle espropri, com’era prevedibile, ha animato un lungo dibattito in aula consiliare, soprattutto per quel che concerne la trasparenza degli atti e la fattibilità futura dell’opera cimiteriale. “L’opera cimiteriale – ha dichiarato il capogruppo del Pd Stefano Cascone – è stata sempre contraddistinta da poca trasparenza e chiarezza. Sulla vicenda espropri, mi chiedo per quale motivo non si sia scelto fin dall’inizio la soluzione di un’espropriazione forzata, che avrebbe velocizzato i tempi”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo di “Uniti si Cambia” Enrico Alfano. “Benché un’espropriazione per pubblica utilità sarebbe stata preferibile – ha sottolineato Alfano – mi chiedo se dopo gli espropri l’opera sarà fattibile. In altre parole, la società consortile sarà in grado di realizzare il cimitero? Di farsi carico lo sforzo economico-finanziario che una tale opera prevede?”. Sull’arogomento pronta è stata la reazione dell’assessore ai Lavori Pubblici Franco Cascone. “Piuttosto che discutere di quale formula espropriativa sarebbe stata più consona – ha replicato l’assessore – oggi dovremmo discutere di un passo fondamentale, ovvero che entro il 1 febbraio il comune sarà proprietario di tutta l’area cimiteriale e dal giorno successivo partiranno i lavori per un’opera alla quale questa amministrazione e quelle precedenti hanno lavorato nell’esclusivo interesse della collettività”.