Non c'è pace nel Partito Democratico della Regione Campania. La direzione provinciale che si doveva svolgere ieri è stata rimandata per il mancato raggiungimento del numero legale: erano presenti solamente 27 dem su 105. Un gruppo, quindi, che si riscopre ancora debole ma soprattutto diviso quando mancano 11 giorni al Congresso. Congresso che dovrà essere affrontato, al momento, senza gli organismi fondamentali sul territorio tanto che alcuni consiglieri regionali hanno chiesto l'annullamento e il successivo commissionamento. I renziani, però, non sono dello stesso parere ed è così che nasce il malcontento nei dem tanto da riaprire vecchie ferite. Considerato che la data del Congresso è stata fissata, ci sono troppe inesattezze nei circoli: mancano le sedi, mancano i gruppi dirigenti, mancano gli uffici adesioni. In poche parole, ci sono diverse città della Campania totalmente impreparate al momento di massima importanza che si appresta a vivere il Partito. Le aree che fanno riferimento ad Orlando ed Emiliano sono molto critiche nei confronti dei renziani per i mancati chiarimenti dopo tutti gli scandali che hanno interessato i circoli di Castellammare, Portici e Pompei. Nel caso stabiese si ricorderanno i disagi creati dopo le tessere pagate dal consigliere comunale Eduardo Melisse che, dopo diversi mesi dall'accaduto, ancora deve essere affrontato dal Pd regionale. Marciano, a riguardo, è infuriato: «Non c'è trasparenza e siamo fuori da ogni regola. Non possiamo andare così al Congresso. Ci sono città importanti e sedi storiche del Pd che non conoscono ancora il proprio futuro ma sicuramente, come fa sempre Tartaglione, proveranno a risolvere l'ultimo giorno. Il Congresso in queste zone non è più pubblico ma addirittura privato. Non si può andare avanti così».