Non accenna a placarsi la bufera politica abbattutasi sul municipio pompeiano. Tutto è iniziato stamane, da quando cioè per Ferdinando Uliano si è conclusa l’esperienza da primo cittadino per la città mariana. Un epilogo determinato dalla decisione di dieci consiglieri comunali (8 di opposizione e 2 di maggioranza) di rassegnare le proprie dimissioni. Una scelta formalizzata dinanzi ad un notaio. Il documento ufficiale è stato inoltrato alla Prefettura di Napoli. Pompei non ha più un’amministrazione comunale. S’attende ora l’arrivo del commissario prefettizio che dovrà guidare la città fino alle prossime elezioni amministrative utili, che potrebbero tenersi a maggio 2016. In queste ore, le riflessioni e le critiche si sprecano ed arrivano da più fronti. E come era assolutamente prevedibile è arrivata la replica, durissima, dell’ex sindaco. Uliano parla di traditori e si dice determinato a non «lasciare la città nelle mani del male». Di seguito il contenuto integrale dell’ormai ex consigliere della Città metropolitana di Napoli. «Non sono stato solo un Sindaco per la mia città, ma l’amico sincero e trasparente di ogni singolo cittadino. Ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità e nel pieno rispetto della legge. Non posso rispondere delle azioni degli altri che hanno amministrato, di certo, non per il bene della città. Sono amareggiato per il solo fatto di essere stato pugnalato alle spalle senza una motivazione oggettiva, bensì, per interessi personali di taluni soggetti. Invito, pertanto, le forze dell’ordine e la magistratura di fare chiarezza sulle motivazioni ‘occulte’ di questa defenestrazione pari ad un popolo tribale. I traditori rimarranno sempre traditori». Questo il messaggio che si chiude con l’hashtag (#nonlascero'lacitta'nellemanidelmale).