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Pompei - Terremoto in FdI, si dimettono in sei

A lasciare il partito siono stati Corrado Ferlaino, storico dirigente e membro dell’esecutivo nazionale del movimento giovanile, Alfonso Pezzella, Presidente Provinciale, Vincenzo Del Gaudio, vicepresidente provinciale e giovane imprenditore di Pompei ed membri del coordinamento provinciale Giuseppe Mancino e Filippo Pascarelli.

tempo di lettura: 2 min
16/06/2018 08:40:31
Pompei - Terremoto in FdI, si dimettono in sei

«Non è stata né una decisione facile né d’istinto, sono mesi ormai che la nostra comunità si interroga sulla gestione di Fratelli d’Italia e sulla coerenza delle decisioni prese da Roma, per quanto concerne sia la linea politica nazionale sia la linea politica locale». Così in una nota Corrado Ferlaino, storico dirigente e membro dell’esecutivo nazionale del movimento giovanile, Alfonso Pezzella, Presidente Provinciale, Vincenzo Del Gaudio, vicepresidente provinciale e giovane imprenditore di Pompei ed  membri del coordinamento provinciale Giuseppe Mancino e Filippo Pascarelli.

«Sono mesi, se non anni, che cerchiamo di cambiare il metodo con cui vengono prese le decisioni - dicono - , che chiediamo di ascoltare chi da tempo milita e si impegna anima e corpo per veder realizzate le nostre idee – che son condivise dalla maggioranza della base militante – e non gli scopi personali di alcuni. E’ col cuore pieno di rabbia che abbiamo ratificato le nostre dimissioni, disinnamorati di un partito ma non di un’idea. In questo lungo periodo in cui abbiamo cercato in ogni modo di invertire la rotta, incontrando tanti esponenti del partito napoletano, abbiamo riscontrato la volontà anche di Emanuele Bifaro, storico dirigente di Giugliano in Campania, candidato nel 2015 ma rimasto fuori il Consiglio comunale con oltre 750 preferenze per scelte suicide del partito napoletano, ed Ewald Krenn, membro del coordinamento regionale di Fratelli d’Italia ed imprenditore dell’hinterland napoletano. Le ragioni della decisione quindi sono molteplici ma tutte dettate dalla presa di coscienza che la classe dirigente di Roma non ha nessuna volontà di cambiare rotta e che non possiamo continuare a subire passivamente scelte scellerate, come testimoniano le ultime elezioni politiche del 4 Marzo con candidati discutibili scelti in alcune stanze piuttosto che nelle sezioni di partito e sui territori. Siamo restati nonostante questi problemi fossero chiari fin dal 2015, siamo restati nonostante decine e decine di amici di tante battaglie hanno lasciato negli anni per le stesse ragioni che oggi denunciamo noi. Fratelli d’Italia, seppur con un leader nazionale giovane, non è riuscito a rispondere alla volontà di cambiamento richiesta dai militanti del proprio partito e nemmeno a quella dei cittadini che puntualmente, nelle urne, il 4 Marzo, l’hanno punito nuovamente».

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