Visti gli ultimi - ormai millenari - precedenti, è comunque sempre meglio stare in allerta a Pompei sui rischi provenienti da Vesuvio. E proprio perché la prudenza non è mai troppa, si è tenuto in mattinata a palazzo De Fusco un summit tra l'amministrazione locale e i vertici della Protezione Civile della Sardegna: proprio l'isola, in caso di calamità naturale, sarebbe destinata ad ospitare gli sfollati pompeiani nei giorni precedenti ad una possibile eruzione.
Quello di oggi è stato un incontro solo interlocutorio, soprattutto alla luce dell'assenza del delegato della Regione Campania: per mettere a punto il protocollo di intesa da sottoscrivere tra le parti, bisognerà dunque attendere la giornata di domani.
Nel frattempo, il primo cittadino Pietro Amitrano ha ricevuto i responsabili della Protezione Civile sarda Antonio Usai e Pietro Massita. Da subito l'Ente pompeiano si è impegnato a gettare le basi di un'intesa che verrà via via affinata nel corso dei mesi. Già da subito verrà avviato un censimento tra i pompeiani per capire quanti tra i 24mila abitanti avranno effettivamente necessità di raggiungere l'isola (potrebbero ad esempio essere esentati coloro che preferissero spostarsi altrove o in una seconda casa).
Una volta accertato il numero di sfollati, si dovrà decidere quale città designare al ruolo di ospitante, attualmente infatti non ci sono candidature. La sicurezza, in qualsiasi caso, è che le navi con a bordo i pompeiani salperanno dal porto di Salerno alla volta della Sardegna. Un'eventualità ancora comunque lontana nella testa e nella quotidianità dei cittadini.
Meno per il sindaco Amitrano, che già domani si riunirà nuovamente con la delegazione sarda e la rappresentante della Regione per mettere nero su bianco la prima documentazione ufficiale e per iniziare a ragionare concretamente sul da farsi.
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