Gioventù Nazionale grida al rilancio della città. Chiede di ripartire dalla cultura, mettendo a disposizione della collettività una biblioteca comunale. "È impensabile che una città come Pompei – spiega Vincenzo Del Gaudio – non abbia ancora una biblioteca comunale. I giovani pompeiani ne hanno bisogno, non per capriccio ma perché avere una biblioteca è fondamentale per lo sviluppo della città e dei cittadini. Vi elenco brevemente solo alcuni dei motivi che rendono la biblioteca fondamentale. In primo luogo, può essere un luogo di crescita culturale e sociale per tutti, soprattutto per i più giovani; può rappresentare un centro informativo che mette a disposizione conoscenze e risorse in modo tale che tutti i cittadini, indipendentemente, possano formare una propria opinione su argomenti storici, politici e di attualità; può offrire occasioni di crescita personale favorendo l'acquisizione di competenze che possono essere spese nella vita lavorativa e sociale. In una città dove i punti di incontro stanno visibilmente diminuendo – insiste Del Gaudio – la Biblioteca può essere un luogo di ritrovo e di aggregazione culturale e sociale soprattutto per i più giovani”. Dopo aver elencato le mancanze, il membro del coordinamento provinciale Fratelli d’Italia-An, si rivolge i politici di palazzo De Fusco. “L'amministrazione comunale di Pompei è molto attenta ai problemi del territorio e al miglioramento della qualità di vita dei suoi cittadini. Pertanto – conclude l’attivista – chiedo a tutti gli amministratori di iniziare a progettare e istituire una biblioteca comunale, luogo dedicato alle attività culturali, sociali, aggregative, utile per la crescita personale e collettiva della cittadinanza". In attesa che dal municipio partano interventi risolutivi, i ragazzi di Gioventù Nazionale Pompei hanno dato vita alla loro protesta pacifica. “Ripartiamo dalla cultura. Vogliamo la biblioteca”. Questo il messaggio riportato sullo striscione.