Questione Aspide. Vera e propria spada di Damocle per l’amministrazione Uliano. La società speciale del Comune di Pompei è in un mare di debiti. A farne le spese sono i 14 lavoratori della casa di riposo “Carmine Borrelli”. Ieri erano tutti seduti nei posti riservati al pubblico. Uniti e compatti, hanno assistito al consiglio comunale. La situazione è molto complessa. I debiti si trascinano da anni. I lavoratori devono incassare alcune mensilità arretrate e, con quella del 2015. Il quarto punto all’ordine del giorno, “Statuto azienda speciale Aspide – modifiche” ha incassato i voti favorevoli della sola maggioranza consiliare. L’opposizione ha votato contro sulla base di numerosi punti non chiariti a sufficienza, secondo il loro parere, nella relazione stilata dall’assessore Santa Cascone. Schierato dalla parte dei lavoratori il consigliere Francesco Gallo che di professione è un ispettore del lavoro, il quale ha denunciato l’inaccettabile violazione dei diritti dei dipendenti, ai quali non vengono neppure versati i contributi Inps. La liquidazione della società Aspide è stata approvata; a curarla sarà un unico revisore del conti, che si occuperà delle azioni orinarie della struttura, ad esempio del pagamento degli stipendi e della fatturazione. E all’indirizzo del Comune di Pompei è fioccata una diffida, scritta dall’avvocato che segue la vicenda dei 14 dipendenti che alla fine hanno abbandonato l’aula sprezzanti, allorquando è stata approvata la delibera.