Casa di riposo “Carmine Borrelli”: la sua gestione fa capo all’Aspide, società speciale del Comune di Pompei, attualmente in liquidazione, con ultimo bilancio presentato risalente al 2011. A questi dati, si sommano i disagi dei dipendenti della struttura, 14 in totale, che di tanto in tanto rivendicano il diritto a riscuotere mensilità arretrate, a vedersi corrisposti contributi inps e inail ecc. Negli ultimi due anni i lavoratori della struttura sono arrivati a protestare affiggendo persino striscioni dai contenuti molto eloquenti sulla facciata dell’edificio. Frasi che hanno chiamato in causa sia l’ex sindaco Claudio D’Alessio che l’attuale Ferdinando Uliano. In tanti sicuramente ricorderanno. La “Carmine Borrelli”, sulla cui gestione pesano i debiti accumulati nel tempo, presenta anche diversi problemi strutturali. Su tutti, quello dei bagni interni alle stanze degli anziani, che presentano numerose “barriere”. Ci sono docce senza cabine e con piatto troppo rialzato (il rischio d’inciampare è altissimo); la conseguenza è che l’acqua finisce sul pavimento con pericolo di scivolata. Alcuni bagni, poi, non hanno il bidè: chi non è avvezzo all’uso frequente della doccia, deve riempire per forza una tinozza e magari farsi pure aiutare. A ben guardarli, viene quasi da chiedersi chi mai abbia potuto statuirne l’eventuale agibilità. Le criticità sono tante, e forse non basterebbe un solo consiglio comunale monotematico per affrontarle che comunque, ad oggi, non è stato ancora convocato. Critico il gruppo d’opposizione consiliare dei Democratici Riformisti, che rivolge una domanda al sindaco dal social facebook. “Uliano, ma non dovevamo vederci per un consiglio comunale sulla casa di riposo Borrelli?”. Dall’interrogativo, il gruppo passa poi alla disamina. “Chiaro che fare un Consiglio Comunale monotematico su "Casa Borrelli" avrebbe dovuto significare confronto pubblico. Non è certo la pratica – commentano ancora i Riformisti –preferita dal nostro "LUI" perché rischierebbe di mettere a nudo anche responsabilità per il degrado, e non solo finanziario, che attraversa la struttura di via Lepanto. Una realtà che certamente avrebbe potuto rappresentare il fiore all'occhiello del sociale cittadino, oggi si ritrova ad essere proposta alla chiusura totale. "LUI" dice che i nonnini vanno tutelati e che le indicazioni del liquidatore e dei dirigenti proprio non vuole prenderle in considerazione. La realtà, di contro, propone tre soluzioni:
1) Chiusura
2) Nuovo bando per nuova società
3) Servizio totalmente esternalizzato
A noi interessava farvi sapere che ad integrazione dell'ordine del giorno del Consiglio Comunale di venerdì 29 luglio è previsto il punto riguardante l'Aspide e Casa Borrelli”.