Consiglio Comunale in perfetta parità: 8 contro 8.
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In contemporanea al consiglio comunale “di sola maggioranza”, l’opposizione si è riunita in uno degli uffici del terzo piano del municipio, per il debutto alla stampa nel numero di otto, con l’ingresso di Stefano De Martino, Luigi Ametrano e Carmine Cirillo. L’opposizione si è presentata compatta, determinata a voler perseguire l'obiettivo di “mandare a casa” il sindaco Ferdinando Uliano. A tale scopo la settimana scorsa erano state raccolte le firme di sfiducia, nove in totale. Tra queste anche quella di Attilio Malafronte. L’atto, redatto su carta semplice, doveva solo essere ufficializzato dinanzi al notaio. Poi però Malafronte ha cambiato idea. Il consigliere a suo dire, non se l’è sentita di mandare Pompei alle urne dopo solo poco più di un anno di attività amministrativa. “La mia è stata una scelta responsabile” – va commentando da giorni Malafronte che ha ribadito il concetto anche nella pubblica assise di stamattina. Ma dai “vecchi” dell’opposizione, il gesto del loro ex collega è stato vissuto come un vero e proprio tradimento. Comunque le sedute per alcuni sono cambiate. Ma anche i numeri. Pompei si ritrova con un consiglio comunale “ad otto contro otto”. Il numero dei membri è lo stesso sia per la maggioranza che per l’opposizione. Un assetto che potrebbe aprire nuovi scenari. Tra le ipotesi da considerare c’è infatti la seguente: cosa accadrebbe se, a fronte di una stessa delibera, un solo consigliere di maggioranza allineasse la sua preferenza di voto a quella dell’opposizione? Semplice. La delibera non sarebbe approvata. Questa è una della conseguenze con la quale, in ragione del nuovo assetto del consiglio comunale, il sindaco rischia di dover fare i conti in futuro.