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Pompei - Il MEF blocca l’introduzione dell’imposta di soggiorno per tutto il 2016

Lo conferma il consigliere d’opposizione Maria Padulosi che parla di un documento inviato al Comune di Pompei dal Dipartimento delle Finanze lo scorso 4 marzo.

tempo di lettura: 3 min
di MDP
21/03/2016 14:19:23
Pompei - Il MEF blocca l’introduzione dell’imposta di soggiorno per tutto il 2016

Tassa di soggiorno: rientra nella categoria delle imposte di scopo, i cui proventi devono cioè essere reinvestiti dai comuni per la costituzione o l’efficientamento di servizi pubblici, per la manutenzione della segnaletica stradale verticale e orizzontale, per il miglioramento dell’arredo urbano ecc. Il Comune di Pompei ha deliberato l’istituzione dell’imposta in questione nel consiglio comunale del 23 dicembre scorso, con l’approvazione del relativo regolamento, con decorrenza da aprile 2016. Il consigliere d’opposizione Maria Padulosi, già a febbraio scorso, ha fatto notare che per effetto della legge di stabilità la delibera risulta essere inefficace per tutto il 2016. L’avvocato è ritornato sull’argomento. «Per effetto della legge di stabilità, la n.208/2015 (entrata in vigore l'01.01.2016) non sono consentiti aumenti di tributi locali nel 2016. E ciò anche (lo hanno precisato la Corte dei Conti e l'Anci) se gli aumenti sono stati deliberati da regioni e comuni nel 2015. Come diretta conseguenza di ciò a Pompei, per tutto il 2016, è sospesa l'applicazione dell’imposta di soggiorno. Sempre per effetto della legge di stabilità non si potrà deliberare l’introduzione di nuove imposte (ad eccezione di quelle espressamente consentite come la Tari ad esempio)». A conferma di quanto sostenuto dalla Padulosi c’è una nota del 4 marzo scorso, inviata al Comune di Pompei dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta di un documento che per il consigliere «ha definitivamente messo fine alla querelle sull’imposta di soggiorno». Per l’avvocato Padulosi l’amministrazione comunale avrebbe dovuto provvedere ad informare subito la cittadinanza sui nuovi sviluppi giunti da Roma e afferenti all’imposta di soggiorno. A riguardo il consigliere ha commentato: «Fino ad oggi il Comune non ha reso pubblica la risposta fornita dal Dipartimento delle Finanze. Le ragioni del Ministero sono le stesse che ho illustrato in precedenza. I pompeiani che nei mesi scorsi sono stati sedotti da rassicuranti e suadenti messaggi su prossimi investimenti da effettuare con gli introiti della tassa di scopo e sulle cadute positive per la città, sono stati lasciati all’oscuro degli sviluppi. Stesso discorso per la stampa locale, che tanto spazio ha dato all’argomento». La quota rosa dell’opposizione s’interroga sulle ragioni della mancata comunicazione, ad oggi, del contenuto del documento ministeriale. «Perché questo silenzio? Perché questo (fallito) tentativo di insabbiare la notizia? Per non dover ammettere di avere incassato una sconfitta, quanto meno sul piano delle competenze e della interpretazione della legge? Non ci posso credere, sarebbe troppo puerile! Ancora una volta si registra la mortificazione di un interesse generale, questa volta quello ad avere una corretta informazione. E pensare che lo staff del sindaco (pagato con i soldi dei cittadini) si è arricchito di ancora un'altra unità addetta alla comunicazione».

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