Il 30 giugno Pompei ospiterà la prossima edizione del Gay Pride Campano. A deciderlo sono state associazioni e collettivi LGBT e, peraltro, da quanto si apprende, senza nemmeno consultare il primo cittadino.
«Noi di Fratelli d’Italia Pompei – si legge in una nota - precisiamo che questo evento non comincia nel migliore dei modi in quanto l’organizzazione di una manifestazione del genere, scavalcando il primo cittadino, è una mancanza di rispetto non solo delle Istituzioni pompeiane ma anche di tutti gli altri cittadini. Il nostro collettivo, infatti, non si schiera per il divieto dell’appuntamento di Giugno ma pretende che si manifesti con ordine e decoro nel rispetto di una città sacra e delle regole. Ma a quanto pare, comincia non benissimo. Ci batteremo, dunque, affinché il gay pride di Pompei non diventi un Carnevale indecoroso come quello messo in scena in altre città d'Italia ma mantenga contorni caratterizzati dal senso civico da parte degli organizzatori e di chi vi parteciperà. Il nostro, pertanto, non vuole essere un attacco né una discriminazione. E', invece, una richiesta che l'orgoglio omosessuale venga difeso dai manifestanti senza, però, turbare cittadini e visitatori di Pompei. La nostra è una città che accoglie, ogni giorno, fra abitanti e turisti, migliaia di persone che magari possono rispettare cortei come questi ma senza condividerlo. Noi di Fratelli d'Italia Pompei, pretendiamo che, nella città del Santuario della beata Vergine del Rosario, il gay Pride venga strutturato in modo diverso, senza scene vergognose, ostentazioni pubbliche e senza creare disagi al traffico e all’ordine pubblico. E che, prima di essere realmente programmato, venga approvato dalle Istituzioni cittadine o, quanto meno, ci sia un passaggio formale che legittimi l’appuntamento di giugno fra organizzatori ed amministrazione» conclude la nota.
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