Conti pubblici, fissato a Pompei l'importo massimo concedibile per anticipazione di cassa per il 2019: poco più di 11 milioni di euro di cui il Comune potrà beneficiare a titolo di prestito bancario qualora le casse dovessero risultare momentaneamente incapienti.
La cifra, ufficializzata dalla giunta a fine 2018, è stata calcolata sulla base di un preciso dispositivo di legge. «Il limite massimo dell'anticipazione di tesoreria - prevede lo statuto - deve essere calcolato dai comuni sulla base del limite massimo dei 3/12 (portato l'anno scorso a 5/12) delle entrate dell'anno precedente dei primi tre capitoli d'entrata di bilancio».
Le entrate tributarie, quelle dei trasferimenti correnti e quelle extra tributarie di palazzo De Fusco ammontano complessivamente a 25,5 milioni e mezzo di euro per il 2018. Pertanto con la delibera si sancisce che il Comune di Pompei potrà richiedere per tutto il 2019 un'anticipazione limite di 11.018.636,45 euro, pari ai 5/12 delle entrate correnti sulla base del rendiconto dell'esercizio finanziario 2017.
Va comunque sottolineato che nel corso del 2018 l'Ente ha smesso di ricorrere ai 'prestiti agevolati' da giugno, muovendosi autonomamente nei successivi sei mesi di gestione. Questo comportamento virtuoso ha determinato «un buon risultato economico-finanziario», come risulta dalla documentazione contabile del Comune.
Non mancano ovviamente anche qui le polemiche, specie tenendo conto che proprio a giugno è iniziata l'epopea dei vigili urbani. I caschi bianchi locali sono tuttora costretti a prestare servizio senza i 200 euro mensili in busta paga previsti dall'indennità di turnazione, il cui apposito fondo risulta ancora vuoto in attesa di sviluppi.
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