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Pompei - Ex case operaie, una parte al Comune. Ala scrive al dirigente Raimondo Sorrentino

Giuseppe Del Regno: «Il vincolo è preciso. Il Comune, nell’eventualità, può utilizzare parte del complesso immobiliare soltanto per promuovere iniziative d’assistenza sociale. Non può trasferirvi la biblioteca comunale».

tempo di lettura: 3 min
di MDP
22/05/2016 09:29:11
Pompei - Ex case operaie, una parte al Comune. Ala scrive al dirigente Raimondo Sorrentino

Dibattito politico aperto sulle ex case operaie: ubicate nel cuore del centro cittadino, a poca distanza dal municipio e dalla basilica mariana, attualmente ospitano il Centro per il Bambino e la Famiglia Giovanni Paolo II. L’utilizzo dell’immobile, stando a quanto stabilito nel protocollo d’intesa del 31.05.2004, siglato tra il Comune e la Prelatura, spetta in parte anche all’amministrazione comunale. Si tratta di un accordo sottoscritto per «il perseguimento delle finalità di assistenza sociale utile a favorire, sul territorio cittadino, l’attività di accoglienza di persone in condizioni di significativo disagio sociale, mediante la realizzazione di case famiglie nella struttura (ex case operaie) di proprietà dell’amministrazione del Santuario, ubicata in piazza Bartolo Longo, previo il preventivo restauro dell’immobile secondo gli indirizzi della Regione Campania». Questo è quanto stabilito con delibera della commissione straordinaria n.99 del 31.05.2004. Il complesso immobiliare è stato ristrutturato ed ospita una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, inaugurata il 23 dicembre 2014. In realtà la casa era già presente nella città mariana da maggio dello stesso anno, gestita dai coniugi Salvatore e Raffaela Buonocore, chiamati dal vescovo Tommaso Caputo nel mese dedicato a Maria, per affidare la loro missione alla Vergine del Rosario. Il Centro per il Bambino e la Famiglia Giovanni Paolo II ospita anche altre opere di carità. Il Comune di Pompei attende ancora che vengano rispettati i termini del protocollo d’intesa e, conseguentemente, di poter usufruire di parte del complesso immobiliare. Il 29 aprile scorso al dott. Raimondo Sorrentino, dirigente del III settore comunale (servizi sociali e turistico-culturali), è stata inviata una nota a firma dell’assessore Margherita Beatrice e dei consiglieri comunali di maggioranza Stefano De Martino e Giuseppe Del Regno, tutti membri del gruppo politico Ala. Di seguito il contenuto del documento.

«In merito alla delibera n.38 del 26.07.2013 dove si delibera l’atto costitutivo dell’associazione denominata Centro per il Bambino e la Famiglia Giovanni Paolo II, in particolare all’art.5 del protocollo d’intesa al Comune di Pompei è concessa la facoltà di determinare utenze della struttura che accedono ai servizi senza oneri per il Comune medesimo, con riserva di posti finalizzati all’accoglimento di minori e famiglie su disposizione dell’autorità giudiziaria, nei limiti del 25% dei posti disponibili. Pertanto, si richiede l’urgenza di comunicare in breve tempo le intenzioni del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, in merito a quanto stabilito nella delibera già redatta e approvata all’epoca dai consiglieri comunali, all’unanimità».

«Il vincolo è preciso. Il Comune, nell’eventualità, può utilizzare parte delle ex case operaie – spiega l’esponente di Ala Giuseppe Del Regno – soltanto per promuovere iniziative e progetti finalizzati all’assistenza sociale. Per intenderci, non vi si può trasferire, ad esempio, la biblioteca comunale».

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