La situazione resta intricata, ma i dipendenti non intendono mollare un centimetro del proprio futuro.
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La crisi economica attanaglia anche la filiale Auchan di Pompei. L'ipermercato, simbolo per antonomasia dei centri commerciali nell'area napoletana negli anni '90, ha sofferto notevolmente nell'ultimo biennio la coesistenza con il colosso La Cartiera. A rischiare grosso è soprattutto il personale ritenuto in esubero dopo che neanche l'ultimo incontro tra i sindacati e i rappresentanti dell'azienda ha prodotto frutti rinviando ogni discorso al 15 aprile. I vertici di Auchan sono stati chiari: per salvaguardare tutti i posti di lavoro presso la sede mariana, i dipendenti dovranno ridurre le proprie ore di lavoro diminuendo, di fatto, in maniera direttamente proporzionale anche gli stipendi che calerebbero di circa il 60%. In alternativa, il prossimo 27 aprile, scatteranno i trasferimenti fuori regione per circa venti lavoratori a meno che gli interessati non decidano di optare, con il favore della dirigenza aziendale, per una mobilità incentivata. Resta invece da valutare la possibilità di proroga del contratto di solidarietà scaduto il 28 febbraio che tozza tuttavia con la normativa vigente che, in caso di un'ulteriore fruizione degli ammortizzatori sociali, comporterebbe la chiusura dell'ipermercato in quanto la riduzione dei dipendenti non basterebbe più a sanare una situazione che vede i costi sopraffare notevolmente i ricavi. La situazione resta intricata, ma i dipendenti non intendono mollare un centimetro del proprio futuro.