Soppressione stazione Circum di Ponte Persica, il sindaco di Pompei replica alle critiche mosse dal consigliere comunale di Castellammare di Stabia Emanuele D’Apice.
«Le decisioni inevitabili, gli errori di valutazione del passato, la leggerezza di alcune scelte politiche di almeno dieci anni fa, un piccolo pezzo della storia delle nostre terre: carta straccia per un pugno di consensi e un attimo di visibilità. E’ evidente che il signor D’Apice ha la memoria corta, o cosa ancora più grave, non conosce nemmeno le vicende della stazione di Ponte Persica per arrivare a permettersi di fare dichiarazioni gratuite e frettolose». E’ la risposta secca, lapidaria, amara, del primo cittadino di Pompei, che ricorda come «quello che è accaduto oggi non può essere addebitato a nessun sindaco attuale, eppure, il consigliere D’Apice monta una polemica che si poteva tranquillamente evitare. Bisognerebbe contare fino a dieci prima di sparare inesattezze e falsità. Da quando guido questa amministrazione le vicende degli abitanti di Ponte Persica sono anche il mio problema. Ma tutti sapevano, e sanno, che per la stazione non c’era più nulla da fare. Allora una navetta, i lavori di adeguamento del ponte di collegamento alla strada statale, il rifacimento della piazzetta, altroché se sono vittorie. Quando puoi fare poco, perché si è fatto poco in passato, già non mollare mai, e continuare a cercare soluzioni, è un lavoro cittadino di Pompei Pietro Amitrano all’attacco lanciato a mezzo stampa dal capogruppo della Lista Cimmino, Emanuele D’Apice, da Castellammare di Stabia.
Secondo il primo cittadino che andrebbe riconosciuto. Ma per D’Apice è meglio tenere alta la tensione e le polemiche. Lui ci guadagnerà qualche consenso, e tutta la popolazione di Ponte Persica si porterà a casa l’ennesima bugia. Pazienza. Me ne vado per la mia strada».
Ora Pompei, come Castellammare, ha un solo impegno: rafforzare la mobilità intorno all’antico borgo, con un piano di azioni mirate. «E’ quello che faremo, stando sempre al fianco dei cittadini, come sempre. E senza ipocrisie».
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