Nell’ultimo anno sono stati accumulati circa 52mila euro di nuove passività.
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“Le casse dell’Ente sono risicate”. E’ questa la frase che ripete spesso il sindaco di Pompei Ferdinando Uliano. Ogni occasione è buona per ribadirlo, da un consiglio comunale ad un concorso di bellezza in pubblica piazza. Al Comune di Pompei aumentano i debiti. Il dato è oggettivo. L’ombra del dissesto finanziario non è poi tanto lontana. Debiti che si trascinano certamente dalle passate amministrazioni. Ma neppure quella attuale è virtuosa e lo dimostrano i numeri. Nell’ultimo anno sono stati accumulati circa 52mila euro di nuove passività. Aumentate di circa 20mila euro anche le spese per il mantenimento del personale di segreteria (quella del sindaco). Cifre lievitate che Francesco Gallo, membro dell’opposizione consiliare, ha sottoposto all’attenzione degli organi di stampa qualche giorno fa, con documenti alla mano. La situazione è seria ed impone tagli, tagli e ancora tagli. Questo è grosso modo il concetto che gli amministratori si affannano a ribadire. Da dove iniziare a tagliare? – si saranno chiesti. Dalla comunità di don Luigi Merola – debbono aver pensato. Nessun contributo comunale è stato infatti previsto per la comunità gestita dal prete napoletano “A voce de Creature”, la cui sede pompeiana è ubicata nella zona di Ponte Persica, nell’ex fortino appartenuto al clan Cesarano. Nel bilancio comunale, approvato lo scorso luglio, non è stato inserito il capitolo di spesa da 8mila euro da destinare alla struttura, che si occupa di recupero minorile. Bambini e ragazzi strappati alla strada, hanno trovato un nuovo futuro presso la sede pompeiana della comunità fondata da Merola. Venendo meno la donazione del Comune, tanto modesta quanto preziosa, il rischio che la struttura chiuda è molto concreto. Lo ha fatto sapere il parroco, senza fare troppi giri di parole.