Gestita dall’Aspide, azienda speciale del Comune di Pompei attualmente in liquidazione, è stretta nella morsa dei debiti. Tempi duri per la casa di riposo “Carmine Borrelli” di via Lepanto. Lo storico ospizio ha le casse in rosso e sono mesi oramai che i 14 dipendenti chiedono certezze per il loro futuro lavorativo, tra stipendi corrisposti a tranche, qualche tredicesima e quattordicesima arretrate ecc. La delicata situazione dell’ospizio è finita al centro del dibattito dell’ultimo consiglio comunale, quello dello scorso 8 aprile. Un acceso botta e risposta ha visto impegnati l’esponente dell’opposizione consiliare Bartolo Martore, leader del gruppo politico Democratici Riformisti Pompeinsieme e il sindaco Ferdinando Uliano. Dura la frase pronunciata dal consigliere, quasi a volere essere una provocazione neppure tanto velata. «Suggerisco ai dipendenti della struttura di trovarsi un altro lavoro». «Consigliere stiamo lavorando per risolvere le criticità, non destabilizzi» ha replicato tutto d’un fiato Uliano. «I dipendenti vogliono certezze, dica se perderanno o meno il lavoro» ha incalzato ancora Martire. Intanto per la società Aspide si è aperta la fase di liquidazione che durerà sei mesi, alla fine della quale si capirà poi cosa ne sarà dello storico ospizio. Sulla vicenda, nel corso della pubblica assise è intervenuto, oltre a Martire, anche la sua collega Maria Padulosi. «Mi auguro che il giudice ordinario del tribunale di Torre Annunziata faccia il suo lavoro accertando le reali responsabilità di coloro che hanno amministrato la casa di riposo».