Ospizio Borrelli, arrivano le prime bordate all'indirizzo dell'establishment di palazzo De Fusco in merito alla gestione del caso. «C'è qualcuno che riveste un'importante carica nell'attuale amministrazione comunale di Pompei che inizia a mostrare i sintomi di una grave 'demenza senile'». Parole e musica di Alfonso Carotenuto, rappresentante dell'associazione ProgrammiAmo Pompei.
«Alcuni giorni fa, esattamente il 15 febbraio - fa sapere l'attivista locale -, questa persona ha fatto affiggere un manifesto istituzionale, con tanto di stemma e intestazione del Comune di Pompei, nel quale vi era testualmente scritto: 'Basta bugie, gli ospiti della struttura non saranno costretti ad andarsene altrove. Le volontà testamentarie verranno rispettate fino in fondo. L'assistenzialismo, per una società partecipata dal Comune non è previsto da nessuna legge dello Stato. Noi non chiuderemo la casa di riposo Borrelli. E se in questa vicenda qualcuno pagherà, le responsabilità andranno ricercate altrove'».
L'attacco riporta l'attenzione sulla scelta dell'amministrazione Amitrano di chiudere l'ospizio. «Una settimana prima - prosegue -, il 7 febbraio, questa stessa persona intervenendo nel dibattito del consiglio comunale sulla deliberazione per la chiusura definitiva dell'Aspide e quindi della casa di riposo Borrelli (perché l'unica attività che svolge l'azienda è la gestione della struttura e nient'altro), diceva 'Noi intanto chiudiamo la casa di riposo'. È evidente, quindi, che questa persona dice due cose completamente opposte e, poiché dice di non essere bugiardo, pensiamo, in buona fede, che abbia vuoti di memoria. Cioè, dimentica ciò che ha detto qualche giorno prima».
Del resto, sottolinea Alfonso Carotenuto, «queste sue dimenticanze sono dimostrate anche dal fatto che confonde una donazione con delle 'volontà testamentarie': il lascito della signora Concetta D'Arienzo è stata una donazione nei confronti dei poveri di Pompei, non un lascito testamentario nei confronti del Comune di Pompei. La differenza, se vorrà, gliela spiegheremo nell'assemblea pubblica che a breve si terrà e alla quale lo invitiamo, sin da ora, a partecipare».
Questa differenza non sarebbe di poco conto. Anzi. «Anche dire che 'l'assistenzialismo, per una società partecipata dal Comune non è previsto da nessuna legge dello Stato', è sbagliato, in quanto l'Aspide non è una società che svolge servizi di 'assistenzialismo', bensì svolge, come unico ed esclusivo servizio, la gestione della casa di riposo Borrelli che eroga servizi di assistenza e di beneficenza alle persone bisognose; questo non è assistenzialismo. Poi, in tutti i moderni stati democratici, tra cui anche l'Italia e la città di Pompei, esiste una norma (non scritta e implicita nell'ordinamento stesso) nota come 'principio di libertà' in forza del quale tutto ciò che non è vietato dalla legge è concesso. Insomma, l'opposto di quanto ha affermato il noto personaggio».
Chiosa dura sul primo cittadino Amitrano: «A conferma delle citate lacune, va richiamata l’ulteriore sua affermazione: 'E se in questa vicenda qualcuno pagherà, le responsabilità andranno ricercate altrove'. Caro amministratore lei dimentica di aver svolto, con continuità, prima il ruolo di revisore dei Conti per il Comune di Pompei, poi quello di vicesindaco e assessore al bilancio e oggi di sindaco - conclude Carotenuto -; per cui lei, per i diversi ruoli assunti, avrebbe già da tempo dovuto ben sapere della situazione di indebitamento di Aspide e, soprattutto, fare qualcosa».
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