E' andata in scena ieri l'assemblea del personale comunale di palazzo De Fusco, una riunione servita soprattutto per dare una svolta il futuro ancora parecchio nebuloso dei vigili urbani a Pompei. Nel corso della mattinata, le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato di aver preso formalmente atto dell'attuale stallo dell'Ente sulla ricostituzione del fondo accessorio. Inevitabile all'orizzonte, dunque, il nuovo braccio di ferro.
«Abbiamo riscontrato una buona partecipazione da parte dei dipendenti - ci ha detto il segretario territoriale della Cgil Antonio Fascia -. Nel corso dell'assemblea l'avvocato Carlo Eresiarco (noto professionista stabiese già direttore generale del Comune di Castellammare, ndr), scelto dalle segreterie provinciali, ha annunciato che provvederà a denunciare l'amministrazione per mancato rispetto dell'articolo 28 della legge 300. Il documento sarà depositato entro una settimana presso il tribunale di Torre Annunziata».
L'esposto, in sintesi, mira a sottolineare una violazione della relazioni sindacali, ossia l'adozione di atti amministrativi non preceduti da opportuna informativa, come invece sancito dal contratto nazionale. Si richiederà dunque il ripristino delle relazioni sindacali, oltre all'addebito di un pagamento per le somme negate negli anni al personale.
Sotto accusa il nuovo orario di lavoro della municipale: «Gli agenti scendono in strada dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica non c'è vigilanza della Municipale - incalza Fascia -. Pompei ha bisogno di rendere un'immagine di sicurezza, continuiamo a domandarci perché l'opposizione e le associazioni economiche o civili non si facciano sentire, visto e considerato che il turismo è la fonte principale di reddito della città».
Il ragionamento del rappresentante della Cgil è tanto chiaro quanto potenzialmente catastrofico: «Nel momento in cui il resto del mondo comincerà a ritenere Pompei non sicura, si creerà un danno di immagine ad impatto negativo sul turismo. Le organizzazioni oggi tacciono, così come i commercianti, gli albergatori e i ristoratori, non hanno canali aperti con l'amministrazione. Perché, poi, malgrado sia perfettamente a conoscenza di tutto quanto sta accadendo, il prefetto non interviene? Ovviamente invieremo la documentazione anche a Napoli».
La decisione di spostare la telenovela in ambito giuridico è solo il primo step di un percorso già delineato. «Nel momento in cui l'atto verrà notificato proclameremo lo stato di agitazione, se la Prefettura non ci convocherà entro una settimana, organizzeremo una manifestazione per svegliare la cittadinanza. Se ancora dovessimo essere ignorati, andremo in contro ad uno sciopero», annuncia Fascia.
«Tutto questo deve finire, ci sono centinaia di persone che il weekend affollano Pompei, e oramai la voce si è diffusa: nessuno sosta sulle strisce blu, è più conveniente parcheggiare sui marciapiedi. Di sicuro non verrà nessuno a multarli».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.