Il comando dei vigili di Pompei
Chi l'ha dura la vince, si potrebbe riassumere così la lunga lotta della polizia municipale di Pompei per vedere riconosciuti i propri diritti. Alla fine anche il Prefetto ha ceduto alle richieste dei sindacati dei caschi bianchi, e domani alle 11 a Napoli si terrà un tavolo tecnico alla presenza anche di amministrazione e rappresentanti di categoria. Cgil, Cisl e Uil sono riusciti ad ottenere il faccia a faccia con le autorità non senza difficoltà: da settimane infatti i sindacalisti chiedevano un confronto con il primo cittadino alla presenza di una figura che facesse da 'garante' per gli impegni dell'amministrazione.
Non era infatti piaciuta ai caschi bianchi la scelta di Amitrano di recarsi nel capoluogo partenopeo al solo scopo di rassicurare la prefettura sull'ordine pubblico in vista dell'esame manifestazioni di inizio ottobre, non era stata ben vista - per usare un eufemismo - la scelta di prolungare i turni fino alle 23 senza garanzia sulle indennità di disagio. Per questo i dipendenti comunali si erano detti pronti a sfilare venerdì mattina proprio davanti agli uffici di Napoli. Rischio, almeno questo, scongiurato. Nel summit il prefetto proverà a fare da giudice alla contesa fra primo cittadino e vigili urbani, con i funzionari tecnici che nelle ultime ore stanno lavorando alacremente per arrivare ad un accordo economico.
La sensazione è che lo spostamento della questione su un tavolo 'terzo' dovrebbe alla fine portare a dama. In caso contrario la Cgil si è già riservata di convocare un ulteriore assemblea per decidere eventualmente di scioperare. La Cisl, dal canto proprio, ha già indetto due scioperi per il 5 e 7 ottobre. Naturalmente un accordo tra le parti, rovescio della medaglia, porterebbe ad un'auspicata revoca.
Eppure anche stavolta palazzo De Fusco ha provato il colpo di coda: l'amministrazione, dopo la convocazione a Napoli, ha provato ancora una volta a 'lavare i panni sporchi in famiglia' provando a riunire i sindacati in municipio oggi. Proposta immediatamente rigettata al mittente: con la polizia locale a un passo dal traguardo, la voglia di sedersi a trattare con chi da mesi si è sempre voltato dall'altra parte è ai minimi storici. Al prefetto, ora, l'ardua sentenza.