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Pompei - Autisti per centri dialisi licenziati, il servizio sarà affidato a un gruppo di volontari: ex dipendenti in rivolta

Non hanno trascorso feste all'insegna della serenità le famiglie dei 18 dipendenti licenziati da una società vicina alla casa di cura clinica Maria Rosaria di Pompei.

tempo di lettura: 2 min
di Francesco De Sio
08/01/2019 16:06:23
Pompei - Autisti per centri dialisi licenziati, il servizio sarà affidato a un gruppo di volontari: ex dipendenti in rivolta

Immagine dal web non collegata alla notizia

Non hanno trascorso feste all'insegna della serenità le famiglie dei 18 dipendenti licenziati da una società vicina alla casa di cura clinica Maria Rosaria di Pompei. Ma ora, con l'anno nuovo, i lavoratori pretendono delle risposte.

Si tratta di ex autisti per centri di dialisi che adesso chiedono di essere reinseriti con qualunque mansione. Il provvedimento ore natalizio ha infatti mandato a casa persone che lavoravano in quelle strutture ormai da anni. Poi la stangata e la disperazione di ritrovarsi senza stipendio.

Gli operatori erano stati assunti dalla Efra srl: questa società ha come amministratore lo stesso della casa di cura Maria Rosaria, il dottor Franco Cirillo. I centri interessati dal servizio sono quelli di Nocera, Scafati, Pompei, san Giorgio a cremano e Torre del Greco.

La querelle è iniziata lo scorso 24 settembre, quando ha avuto luogo la prima riunione dei dipendenti con l'amministratore, da lì la decisione del licenziamento. Il motivo - stando a quanto riportano gli ormai ex lavoratori - sarebbe da ricercare nella crisi di natura economica derivata dalla grande concorrenza dei centri dialisi del territorio.

Ad oggi il trasporto è stato affidato ad associazioni Onlus con nessun dipendente, se non soci volontari. «Il risparmio comporterà inevitabilmente una perdita in professionalità, possibile che non ci sono possibilità di reinserimento per noi?», è il leitmotiv che va per la maggiore tra il personali 'appiedato'.
L'alternativa percorribile nell'immediato, probabilmente, sarebbe quella di collaborare con le associazioni nei affidatarie, magari con qualche piccolo rimborso spese, ma senza un vero e proprio stipendio. Il tutto rischiando anche di perdere i sussidi statali.

Una situazione inaccettabile, per cui ora i disoccupati pretendono risposte. Nel frattempo i lavoratori hanno impugnato il licenziamento, è atteso a breve l'inizio di una lunga battaglia giudiziaria sul caso.

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