L'attuale fase amministrativa di Pompei è caratterizzata dalle regolamentazioni: l'ultima riguarderà le procedure di assegnazione dei beni comunali a titolo gratuito. In queste ore tocca infatti all'affidamento a titolo totalmente ratuito dei beni confiscati alla criminalità organizzata, così come previsto dalla legge.
La prima commissione, presieduta da Raffaele De Gennaro, esaminerà lo statuto redatto dal dirigente del settore Eugenio Piscino. Poi la delibera sarà presentata in votazione in consiglio comunale. Attualmente devono essere assegnati tre proprietà vacanti: uno in via don Gennarino Carotenuto, in località mercato dei fiori, il secondo nella periferia sud di Pompei, il terzo sul versante opposto nella periferia nord.
I beni sequestrati alla camorra ed affidati alle amministrazioni comunali vengono sempre affidati in comodato d'uso gratuito ad associazioni di beneficenza, cooperative di lavoro e per altre iniziative che operano per il miglioramento della società.
Su questo stesso versante hanno operato le assegnazioni precedenti degli immobili della palazzina sita in via don Gennarino Carotenuto, espropriata ad un affiliato al clan Cesarano, operante proprio nella zona del mercato dei fiori. Gli appartamenti furono tutti assegnati - tranne uno - ad iniziative di educazione giovanile contro le estorsioni camorristiche e ad altre associazioni locali che operano per il riscatto del territorio.
Nei giorni scorsi, invece, la seconda commissione presieduta dal Raffaele Serrapica, ha varato con i voti esclusivi dei tre esponenti di maggioranza la regolamentazione per l'elezione della commissione comunale antisismica. Il pool dovrà essere composta da cinque professionisti di provata esperienza: tre architetti (o ingegneri) un geometra e un geologo.
L'organismo dovrà vagliare la stabilità degli edifici alla luce delle vigenti norme antisismiche. La costituzione della commissione sarà scrutinata presumibilmente nela prossima riunione d'Assise al fine di soddisfare l'esigenza di fronteggiare un numero crescente di autorizzazioni che nasceranno a seguito dei controlli che saranno posti in essere.
Portare a livello comunale le pratiche di autorizzazione significa tagliare i tempi della burocrazia attualmente necessari, con i permessi rilasciati dal Genio Civile (si devono attendere 2-3 mesi prima di avviare i cantieri dei lavori edili). Ora non è più sufficiente il deposito della pratica.
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