da sinistra: Giuseppe Gargiulo - Carmine Palomba
Continua a tenere banco a Pimonte la querelle sulla scelta degli scrutatori in occasione dei referendum del 17 aprile prossimo, non avvenuta attraverso il sorteggio come invece aveva chiesto l’assessore Imparato. Un episodio che ha portato alla luce la profonda spaccatura tra il gruppo di maggioranza e l’ex vicesindaco Giuseppe Gargiulo, altro componente della commissione.
«Le parole onestà e trasparenza non appartengono a quest’amministrazione: più che Pimonte Libera, dovrebbero chiamarsi Pimonte…Occupata”. Così Carmine Palomba, membro della commissione elettorale e consigliere di minoranza.
«Evidentemente, ad un anno dalle elezioni, Imparato e compagni non riuscivano ad esaudire le richieste dei propri elettori, sicuramente superiori al numero a disposizione per la nomina degli scrutatori – continua Palomba – Ecco perché volevano il sorteggio, per lavarsene le mani e non scontentare i loro fedelissimi. Vorrei ricordare che l’anno scorso, in occasione delle Regionali, il sorteggio fu effettuato senza la presenza del sottoscritto, mentre saremmo curiosi di conoscere il metodo utilizzato dalla maggioranza nella nomina dei componenti del Servizio Civile o i ragazzi scelti per Garanzia Giovani. Lì sarebbe il caso di fare chiarezza, alla faccia della trasparenza”. L’episodio ha intanto messo a nudo le spaccature interne alla maggioranza. Per Giuseppe Gargiulo, infatti, “soltanto l’intervento dei carabinieri in commissione elettorale ha fatto sì che venisse rispettata la legge. Alcuni assessori e il sindaco Michele Palummo volevano imporre la loro legge, ma (almeno in questa fase) possiamo dire che ha vinto la trasparenza e l’onestà».