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Pimonte - «Questa è una barca che fa acqua»

Il direttivo del PD attacca l'operato dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Palummo.

pavidas

Il comune di Pimonte è in difficoltà finanziaria secondo il locale circolo del PD, tanto da spingeri i domocratici a redigere un opuscolo per spiegare alla città, dati alla mano, quanto affermano.

«L situazione economica del nostro comune è molto seria - si legge - La crisi impone all’amministrazione comunale di operare delle scelte e probabilmente hanno scelto di cominciare a sacrificare i servizi sociali. Si prospetta, infatti, l'uscita di Pimonte dal Piano di Zona Territoriale a cui, per legge, tutti i comuni devono partecipare con una quota economica per garantire sul territorio i servizi sociali preventivamente programmati. Si rammenta in merito che:

-        nel 2016, il Comune chiese addirittura all'Ambito Territoriale di PAGARE LA QUOTA A RATE;

-        la quota del 2017 invece non è stata ancora pagata;

-        e nel 2018 per evitare la spesa si sono sospesi i servizi.

Gli anziani non hanno più l'assistenza domiciliare, i diversabili non hanno più il servizio di trasporto e la Misericordia, che prima effettuava il servizio, attende dal Comune la somma di € 38.000 che ha anticipato negli anni. La poca sensibilità verso i disagi dei più deboli fa ritenere non necessari questi servizi che, pertanto, non rientrano nelle priorità dell'amministrazione. Per mancata copertura economica inoltre, la mensa scolastica è cominciata a gennaio dopo più sollecitazioni da parte nostra, e per nascondere la mancanza di fondi, si sono gettate le colpe sulla Comunità Montana. Siamo seriamente preoccupati anche per gli operatori ecologici che a causa di questa situazione finanziaria non percepiscono lo stipendio da vari mesi. Anche per quanto riguarda i lavori alla Chiesa di San Michele, questa amministrazione sta dimostrando una scarsa sensibilità. Infatti per la carenza di fondi e per rispettare il vincolo del “patto di stabilità”, l’amministrazione ha preferito utilizzare diversamente la somma iniziale di circa 150.000 € destinata obbligatoriamente alla Chiesa: questo ha determinato il rallentamento dei lavori per mancanza di risorse e oggi, nel tentativo di reperire fondi per il proseguimento dei lavori, è in corso un'iniziativa per chiedere contributi volontari ai cittadini di Pimonte.


Nel frattempo l’amministrazione continua a trattenere la somma di 50.000€ che ancora deve essere trasferita alla Parrocchia di San Michele. Per non parlare della manifestazione del Bianco Natale che quest' anno, più degli altri, è stata a dir poco fallimentare.  La manifestazione avrebbe dovuto portare "migliaia di visitatori" ed essere il volano del turismo (cit.), ma da questo evento ne ha tratto beneficio solo "qualcuno". Sono infatti stati spesi fuori da Pimonte 26.000 € per pubblicità e volantinaggio di cui non si è vista nemmeno l’ombra e sono stati coinvolti nell’organizzazione della manifestazione vari personaggi esterni che hanno beneficiato di migliaia di euro, fregandosene della riuscita dell'evento: i risultati fallimentari sono stati sotto gli occhi di tutti. C'è chi invece ha lavorato gratuitamente e con le mani nel fango per far emergere il paese e lo ha fatto solo per amore verso la nostra comunità. Che la barca, prima o poi facesse acqua, ce lo dovevamo aspettare: negli anni passati sono stati spesi per incarichi esterni di consulenza, ricerca e collaborazione più di 200mila € all'anno. Ma queste illustri eccellenze, profumatamente pagate, quale beneficio hanno portato? Che risultato hanno ottenuto che non potesse essere raggiunto da dipendenti comunali già pagati e che negli anni passati hanno egregiamente portato a termine gli obiettivi delle precedenti amministrazioni?  Quando i tempi sono difficili, in una famiglia si fanno delle ristrettezze, mentre il sindaco e gli assessori invece di ridursi lo stipendio (che prendono per intero) hanno ben pensato di aggiungere anche una nuova figura a pagamento: quella del presidente del consiglio comunale: una figura della quale non si è mai sentita prima la necessità e che addirittura nei comuni con popolazione inferiore a 15000 abitanti (quindi anche nel nostro) è già rivestita dal sindaco, come detta il D.Lgs 267/2000. Ma cosa aspetta questa amministrazione a raccontare come stanno i fatti a noi cittadini? Che intenzioni hanno? Come intendono rimediare ora che sono finiti gli anni delle "vacche grasse"?  Continuano a fare passi più lunghi della gamba... ma le gambe sono le nostre!!!» conclude l'opuscolo firmato dal direttivo del PD di Pimonte.


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martedì 6 febbraio 2018 - 13:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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