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Pimonte - Pimonte Libera, lascia anche Antonio D'Amora

Dopo l'addio dell'ex vicesindaco Giuseppe Gargiulo, un altro pezzo della civica di maggioranza guidata dal sindaco Michele Palummo si defila.

tempo di lettura: 2 min
26/06/2015 14:18:37
Pimonte - Pimonte Libera, lascia anche Antonio D'Amora

Municipio di Pimonte

Terremoto in Pimonte Libera. Dopo l'addio dell'ex vicesindaco Giuseppe Gargiulo, anche Antonio D'Amora si smarca dalla civica di maggioranza guidata dal sindaco Michele Palummo. E lo fa in Consiglio comunale, pochi giorni dopo il rimpasto che lo ha visto fuori dall'esecutivo. Al suo posto, è tornato in giunta Gennaro Somma. "Avevo detto ai miei colleghi di amministrazione che non ero più d'accordo a passare la mano e a lasciare la giunta - ha affermato D'Amora in aula -ma il mio pensiero non è stato preso in considerazione. Pur restando coerente con il mio percorso politico - ha continuato - d'ora in avanti svolgerò il ruolo di consigliere comunale, valutando il mio voto provvedimento per provvedimento, nell'esclusivo interesse dei cittadini". Ma non è tutto. D'Amora ha cercato di fare chiarezza anche sulle vicenda personale che, nel 2013, lo vide tra le persone intercettate nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria che smantellò una rete di spacciatori di cocaina e marijuana. "La verità è che negli ultimi due anni le persone che mi circondano non mi hanno permesso di parlare in Consiglio - ribadisce D'Amora, accusando velatamente il sindaco Palummo - Ciò che ci tengo a rimarcare, è che non ho mai subito alcun avviso di garanzia, né tantomeno sono indagato. Sono stato semplicemente intercettato e, quindi, resto totalmente estraneo all'inchiesta". Dichiarazioni che hanno acceso la seduta, consentendo alle opposizioni di affondare il coltello nelle piaghe di una maggioranza ormai sempre più risicata, che si tiene in piedi soltanto grazie al voto del sindaco. Con le nuove posizioni di Gargiulo e D'Amora, infatti, Palummo può contare soltanto su 6 voti (compreso il suo). E cominciano già a circolare voci di probabili mozioni di sfiducia, che potrebbero unire i voti dei due dissidenti di Pimonte Libera ai 3 della minoranza. Al momento, comunque, l'eventuale partita si concluderebbe 6-5 per la maggioranza. Un margine davvero esiguo per dormire sonni tranquilli. "La cosa importante da capire - afferma Bartolomeo Chierchia, consigliere di minoranza - è chi e perché ha impedito a D'Amora di parlare negli ultimi due anni in Consiglio. Evidentemente, ci troviamo in una situazione di regime dittatoriale, dove a vegliare su tutto e tutti è il sindaco insieme ad alcuni suoi fedelissimi. Il dato politico che emerge invece dalla seduta - continua l'esponente di Eguaglianza e Libertà per Pimonte - è che Pimonte Libera, di fatto, non esiste più. D'ora in avanti comincia una nuova fase politica, e credo che ci siano tutte le condizioni per voltare finalmente pagina". Nessuna risposta, invece, è stata data dalla maggioranza ai residenti di Tralia, che attraverso una petizione popolare chiedevano lo stop ai lavori per la realizzazione di una Casa dell'Acqua nella piazzetta della frazione.

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