Salta il consiglio comunale con all'ordine del giorno l'assestamento di bilancio. L'opposizione chiede le dimissioni.
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Pimonte Libera non c’è più. Il gruppo di maggioranza retto dal sindaco Michele Palummo si è sciolto come neve al sole, dilaniato da una guerra fratricida che non promette nulla di buono per il futuro. Questa sera il primo cittadino non ha potuto far cominciare l’atteso Consiglio con all’ordine del giorno l’assestamento di bilancio. Il motivo? Non c’era il numero legale in aula. Oltre ai tre consiglieri di minoranza Bartolomeo Chierchia, Francesco Raia e Carmine Palomba, hanno voltato le spalle al sindaco anche i membri della maggioranza Giuseppe Gargiulo (ex vicesindaco) e Antonio D’Amora. A questi, si è aggiunta poi l’assenza del capogruppo Michele Sabatino, per motivi personali. Una scelta politica è stata invece quella di Gargiulo e di D’Amora, che hanno fatto così mancare il numero legale. In aula si sono presentati soltanto quattro consiglieri (Anna Ospizio, Luciano Imparato, Vincenzo Coticella e Gennaro Somma) oltre a Palummo. Un numero (quello di 5 consiglieri) che per legge non garantisce il numero legale. Il sindaco sarà adesso costretto ad approvare l’assestamento di Bilancio domani sera, quando in seconda convocazione basterà un terzo dell’assemblea (quindi 4 consiglieri) per far cominciare i lavori. “Palummo dovrebbe dimettersi – afferma il consigliere Chierchia – ormai la sua maggioranza è alla fine. Pimonte Libera non esiste più e la maggioranza (o quello che ne resta, vista la pessima figura fatta stasera) dovrebbe prenderne atto. Pimonte e i pimontesi non meritano di assistere a questo scempio amministrativo, si torni quanto prima alle urne”. L’opposizione ha anche avvertito il Prefetto dell’esito infausto della seduta consiliare.