La costruzione in aree periferiche di un biodigestore per lo stoccaggio e il recupero della frazione dell'umido prodotta dalla città: è questo l'ambizioso progetto che il Comune di Pimonte intende portare avanti nei prossimi mesi, con il vicesindaco Gennaro Somma in prima linea per la realizzazione di un impianto che, a conti fatti, rappresenterebbe un importante investimento in termini di ecosostenibilità e risparmio economico.
E se i comitati cittadini hanno immediatamente storto il naso di fronte a questa possibilità, l'iniziativa ha invece raccolto il pieno consenso dei rappresentanti degli Enti limitrofi, come Agerola, Lettere e Gragnano. Proprio dalla città della pasta è il vicesindaco Mario D'Apuzzo a spendere parole d'ammirazione per la lungimiranza e i vantaggi legati alla presenza della struttura sul territorio. «In via del tutto personale posso affermare che l'individuazione di soluzioni alternative per la gestione autonoma dell'umido rappresenta un esempio che tutti dovremmo seguire», ha detto a Stabia Channel.
«In Campania spesso abbiamo un mentalità particolare, vorremmo sempre spostare i problemi nella città accanto. Ho sentito i cittadini della provincia di Avellino dire di preferire al greco di tufo al biogas, ma questa non è una politica vincente - prosegue il numero due del Comune -. A Brescia, per esempio, d'inverno i tubi del biodigestore vengono utilizzati per riscaldare i marciapiedi e offrire un servizio a tutto tondo sulla vita del residente».
A livello formale, tuttavia, devono ancora essere compiuti i primi passi: «Non ho ancora impostato alcun discorso con il sindaco Paolo Cimmino, ma certamente la strategia di dividere le spese per cercare soluzioni alternative a discariche ed inceneritori devono essere prese in considerazione - conclude D'Apuzzo -. Osserviamo perciò interessati quanto sta avvenendo a Pimonte, siamo pronti a dialogare con l'amministrazione».
E in effetti il progetto che la giunta Palummo si prepara a mettere in campo non sembra comportare rischi di tipo ambientale, con il biodigestore che contribuirebbe allo smaltimento dei rifiuti organici riducendo al minimo le emissioni di gas e creando nel contempo anche energia termica. Nel processo anaerobico di compostaggio, il concime ottenuto può anche essere tramutato in una secondo fase in energia elettrica.
Vantaggi a 360 gradi, dunque, che in ultima battuta consentirebbero lo smaltimento in proprio del materiale biodegradibile, con un abbattimento dei costi pari al 50% rispetto alle spese attuali per l'umido. Il circolo virtuoso porterebbe nel giro di poco tempo a un calo della tassa rifiuti, senza contare i ricavi di tipo prettamente economico di cui le casse dell'Ente potrebbero beneficiare qualora anche altri comuni limitrofi dovessero scegliere di utilizzare il biogas.
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