Tutto pronto per la realizzazione del museo multimediale a Pimonte. La struttura che ospiterà il museo è l’attuale ex cappella di Santa Maria di Costantinopoli, ormai sconsacrata. Da anni vive di una pessima gestione, in quanto non viene utilizzata se non per ospitare l’associazione anziani di Pimonte. L’incuria degli anni l’ha resa irriconoscibile e all’interno è stata costruita una struttura di ferro per il soppalco che ha oscurato ulteriormente la bellezza delle rifiniture e dipinti della cappella. Oltre a ciò, è umida e il pavimento in alcune parti è sgretolato. Per poterci realizzare questo museo, la cui presenza sul territorio comunale, sarà fondamentale per far crescere ancora di più il turismo a Pimonte, sarà necessario mettere a nuovo la struttura, con lavori di ristrutturazione. Grazie alla raccolta dati fatta dall’ente parco regionale, comunità montana e dalla proloco, sarà possibile realizzare un museo innovativo, dove i libri non compaiono, ma sarà arredato solamente da strumenti di ultima generazione, da proiezioni a 3D, schermi ad alta definizione, ecc. Inoltre sarà disponibile come sala conferenze, visto che sta proprio nella centrale piazza Roma, come info Point, dove saranno raccolte le info turistiche della città di Pimonte e dei paesi limitrofi, sarà offerto un servizio di assistenza e consulenza ai turisti che sempre più scelgono Pimonte come meta per le loro vacanze. “ Un successo che arriva grazie al lavoro di squadra – afferma il presidente dell’aps “associazione Giovanni Paolo II” dott. Vincenzo Aiello – Questo progetto è stato presentato in collaborazione con un’altra realtà associativa del territorio Pimontese, l’associazione giovani di Pimonte – Pimonte domani, insieme ad un secondo progetto dove invece loro risultavano capofila. Il lavoro di squadra di queste due grandi realtà ha permesso di accedere a due finanziamenti di 250.000 euro, per un totale di 500.000 euro. Non è stato facile, visto che la burocrazia ci ha fatto aspettare davvero tanto per poter vedere iniziare i nostri progetti, ma alla fine abbiamo vinto noi! A dimostrazione che solo la rete, la collaborazione e lo spirito di apertura, mentale e territoriale, può essere la chiave di volta per lo sviluppo del comprensorio dei Monti Lattari. I sogni restano tali solo se li teniamo chiusi e nascosti in un cassetto, ma se abbiamo il coraggio di tirarli fuori e mostrarli a tutti ci può essere la possibilità di vederli realizzati. Un ringraziamento particolare all’ATS del progetto e in particolare a tutto lo staff di progettazione che ha collaborato, il cui impegno è stato fondamentale per il successo conseguito.”
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.