Mala tempora currunt dalle parti di Pimonte, con il piccolo comune alla falde dei monti Lattari costretto a vivere uno dei momenti più critici della sua storia recente. Il rischio già emerso nei mesi scorsi del dissesto è ora più concreto che mai, al punto da aver creato un clima di grande preoccupazione attorno alle sorti dei conti pubblici sia dentro che fuori al Municipio. In bilico gli stipendi dei dipendenti e i servizi essenziali per la comunità: l’intera economia di un territorio già in affanno è sull’orlo del collasso. Le casse, insomma, sono vuote e non è solo un modo di dire. Così il sindaco e l’intera giunta hanno deciso di rinunciare alle indennità di carica, almento fino al 31 dicembre prossimo, «nell’attesa - si legge nella delibera approvata al Comune - dell’effettiva erogazione e liquidazione di diversi finanziamenti e contributi pubblici» e «per far fronte alle spese e ai bisogni dell’ente».
Un risparmio di oltre 9mila euro al mese che, considerate le 5 mensilità rinunciate, farebbe risparmiare alle casse del Comune circa 50mila euro. Una situazione drammatica, della quale si sta facendo totalmente carico il sindaco Michele Palummo, insieme ai suoi assessori. Tutto è partito nel 2018, quando la giunta Palummo chiese al tesoriere comunale, “Banca di Credito Popolare”, un anticipo di tesoreria di cassa pari ai 3/12 delle entrate: nello specifico 773mila euro circa. Tale somma già rilevava una grave sofferenza di gestione dei conti, per una necessità di cassa che, sempre stando ai numeri dello scorso anno, era salita a circa 1milione e 300mila euro. Dati che dimostrano come, in passato, l’ente pimontese ha chiesto frettolosamente crediti alle banche per mettere toppe al disastro delle casse in rosso.
Ma la delibera di rinuncia temporanea alle indennità di carica porta alla luce, ancora una volta, le divergenze interne all’esecutivo cittadino. Alla riunione di giunta non ha partecipato Anna Ospizio, delegata alle Politiche Sociali, secondo rumors politici in rotta di collisione con la frangia moderata della coalizione, rappresentata dal vicesindaco Gennaro Somma e dall’assessore Luciano Imparato (entrambi di Forza Italia). La Ospizio invece, già da qualche mese, avrebbe assunto posizioni sovraniste, avvicinandosi sensibilmente al partito Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, rappresentato a Pimonte dal coordinatore (nonché consigliere di maggioranza) Baldassarre Durazzo. Ha rinunciato all’indennità di carica anche la presidente dell’assise cittadina Lucia Somma, figura retribuita e fortemente voluta dal sindaco Michele Palummo.
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