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Piano di Sorrento - Rischio chiusura dei centri di riabilitazione accreditati

Il sindaco Ruggiero: "urge un fronte compatto di tutti i comuni della penisola".

tempo di lettura: 3 min
14/04/2015 15:03:42
Piano di Sorrento - Rischio chiusura dei centri di riabilitazione accreditati

Municipio di Piano di Sorrento

A seguito dello sciopero indetto da AIAS Campania lo scorso 8 aprile e del relativo rischio di chiusura dei centri di riabilitazione accreditati a causa dei tagli sul budget di finanziamento delle attività, il Sindaco di Piano di Sorrento Giovanni Ruggiero si fa portavoce della problematica sul territorio peninsulare. «Abbiamo il dovere di affrontare seriamente l'argomento coinvolgendo tutti i Comuni della Penisola sorrentina assumendo una determinazione condivisa e sostenendo, anche economicamente, i cittadini appartenenti alle fasce più delicate della società e gli sforzi e il lavoro di chi si spende per loro, attraverso un documento intercomunale e progetti mirati».

Dal 1990 in zona è attiva l'Associazione di categoria accreditata AIAS Penisola sorrentina onlus, che si occupa di fornire terapie riabilitative, con servizi ambulatoriali e domiciliari, a soggetti in età evolutiva e in età adulta che abbiano ricevuto dall'ASL indicazioni a cure di natura neuropsichiatrica, psicologica, psicomotoria e altre gravi disabilità. Mediamente sono più di 120 gli interventi riabilitativi ogni anno e ad usufruire dei servizi sono sopratutto bambini in età evolutiva colpiti da paralisi cerebrali infantili, malattie neuromuscolari, sindromi genetiche, disturbi dell'area cognitiva, dello spettro autistico, di apprendimento e delle comunicazione verbale, o in età adulta con problematiche neurovascolari, malattie infiammatorie del SNC, parkinson e SLA. Solo a Piano di Sorrento sono 30 i cittadini svantaggiati che ogni anno, in media, hanno bisogno di assistenza riabilitativa.

Prima del 2010 le attività venivano finanziate sulla base del numero di prestazioni che ogni centro riusciva ad assicurare. Successivamente con i tagli al settore sanitario, il criterio è cambiato e ad ogni organo è stato attribuito un budget sulla base di stime statistiche non condivise dai centri di riabilitazione e che, di anno in anno, hanno ridotto sempre più i fondi a disposizione, costringendo i centri a non accettare pazienti oltre il numero indicato dall'ASL distrettuale. «Questo andamento - spiega Albino Gargiulo, coordinatore dal 2010 dell'AIAS Penisola sorrentina - ha portato ad una riduzione costante dei fondi utili a sostenere terapie costose, fino ad un taglio di oltre 50.000 euro per il nostro centro che, così facendo, come tanti altri centri in Campania, è costretto a chiudere le porte ad esigenze reali, problemi gravi, cittadini che hanno diritto ad un'assistenza costante e accessibile. Ad oggi siamo costretti a dire no ai pazienti e a licenziare chi lavora».

Dal 2010 al 2014 i tagli effettuati in ambito assistenziale socio-sanitario dalla Regione Campania ammontano a 60 milioni di euro. «Parliamo del diritto alla salute dei nostri cittadini - continua il Sindaco Giovanni Ruggiero - ed è nostro dovere fare tutto il necessario per fronteggiare quest'emergenza e trovare una soluzione rapida, insieme alle istituzioni superiori e i Comuni interessati dai servizi». Da qui la proposta: «In quest'ottica - spiega l'Assessore ai Servizi sociali Daniele Acampora - è stata sottoposta a tutti i Comuni della Penisola sorrentina una lettera da presentare alla Regione Campania dove i firmatari fanno esplicita richiesta di integrare i fondi messi a disposizione dell'AIAS. Nel contempo proponiamo che ogni Comune provveda a stendere un progetto per seguire e sostenere economicamente le cure per i residenti nel proprio territorio comunale. Vista l'urgenza della problematica, per fare tutto ciò che è in nostro potere affinché i cittadini interessati dai servizi e in particolare i bambini non interrompano terapie per loro assolutamente necessarie, per alcuni anche vitali, il Comune di Piano di Sorrento ha già comunicato all'AIAS Penisola Sorrentina la propria disponibilità a sostenere le cure dei propri cittadini e, alla luce di questo accordo, non verranno sospese le loro terapie».

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