Dal prossimo 1 settembre i bambini autistici dell'Asl Na 3 Sud non riceveranno più le cure e le terapie ricevute finora al centro NeapoliSanit ad Ottaviano, centro riabilitativo che da tempo utilizza metodi all'avanguardia nel settore. Negli ultimi giorni i vertici del distretto sanitario hanno annunciato la mancanza dei fondi per somministrare cure e aiuti ai bambini affetti dal disturbo dello spettro autistico, lasciando così bimbi e ragazzi allo sbando e centinaia di genitori disperati. Così il Comitato Promotore Genitori si è mobilitato ed ha scritto una lettera indirizzata ai dirigenti dell'Asl.
«Siamo genitori di bambini e ragazzi a cui, all'età di 3 anni, è stata diagnosticata una delle più devastanti patologie che possono colpire un bambino: l'autismo!» si legge nella lettera. «Invitiamo tutti i responsabili a rivedere queste posizioni restrittive che provocano solo disagi sul già noto disagio in cui siamo costretti a vivere. Non umiliateci oltre! L'umiliazione spesso porta alla derisione e noi non vogliamo essere derisi oltre a quanto già ci è stato riservato dalla natura» scrivono. Parole forti queste che dovrebbero smuovere i vertici del distretto sanitario che per ora restano in silenzio.
La decisione presa dall'Asl, inoltre, desta enorme sgomento e scetticismo nella comunità visto che proprio poco tempo fa il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha varato un decreto volto ad assicurare il livello di assistenza medica sino ad oggi erogato al fine di non penalizzare gli utenti. Mentre ancor più rabbia fa il fatto che nel resto dei distretti sanitari della regione hanno risolto la problematica del reperimento dei fondi nel rispetto delle regole e con piani studiati ad hoc. La situazione resta complessa e in molti si aspettano presto una soluzione. L'appello dei genitori: «Non abbandonate i nostri figli».
Sulla vicenda è intervenuto Antonio Pentangelo, deputato di Forza Italia. «L’Asl è incapace addirittura di dare risposta alla lettera della Regione Campania – ha detto Pentangelo - che ha invitato i direttori generali delle Aziende Sanitarie ad assicurare i livelli di assistenza. Non è possibile considerare questi bambini e queste famiglie dei semplici ‘numeri’, altrimenti, per utilizzare ancora le parole degli stessi genitori, nel ‘baratro’ e nell’umiliazione cade tutta la popolazione. Chiedo perciò alla Regione di intervenire duramente per mettere al sicuro queste famiglie affinché possano continuare le terapie. Famiglie che hanno solo una ‘colpa’, quella di risiedere nel territorio dell’Asl più inadeguata d’Italia».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.