Vincenzo Sorrentino, consigliere delegato del sindaco Nino Giordano, lancia una proposta che verrà quanto prima esaminata dall’amministrazione comunale. «Bisogna affrontare anche sui Lattari temi come la cremazione che, dalle nostre parti, sono sempre più tabù mentre nelle metropoli rappresentano una normalità». Il tema tocca sentimenti profondi e tristi, quindi va affrontato con la massima delicatezza, ma non per questo trascurando ogni oggettività del caso. «La cremazione è pratica storicamente sempre avvenuta. - continua Sorrentino - Mantiene piena sacralità e dignità alla salma e si configura come scelta razionale ed ecologicamente sostenibile. È possibile conservare un’urna cineraria in un luogo diverso dal cimitero, secondo le nuove normative. Occorre tuttavia il rispetto del protocollo, a partire dalla volontà del defunto espressa in maniera inequivocabile. L’urna, sulla quale saranno apposti i dati anagrafici, dovrà essere sigillata, in maniera tale da impedire la profanazione delle ceneri». Per concludere, Sorrentino ricorda che «le pratiche dell’inumazione e della tumulazione rimangono ancora le più diffuse per motivi collegati alla tradizione. Ma va ricordato che i più diffusi principi laici e religiosi approvano la cremazione delle salme».
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