«Il documento che la maggioranza si appresta a sottoscrivere per blindare la prossima candidatura a sindaco del Dott Paolo Cimmino appare alquanto singolare». Così i consiglieri di minoranza del gruppo Uniti per Gragnano.
«In primis perché singolare è la circostanza che la conferma della futura candidatura a sindaco sia frutto di un tentativo, alquanto maldestro, di mettere a tacere quei dissidi e dissapori che da mesi segnano i rapporti tra le varie anime della maggioranza, nonché strumento attraverso il quale evitare la fuga di qualcuno e, allo stesso tempo, bruciare sul nascere la corsa di chi già da tempo si adopera per poter competere per la fascia tricolore - spiegano Patrizio Mascolo, Silvana Somma, Anna Delle Donne, Giovanni Sorrentino, Antonio De Angelis e Salvatore Castrignano - Il tutto dimenticando che la scelta del candidato sindaco dovrebbe essere quanto più funzionale possibile all’ interesse generale del paese e non a quello particolare dei soliti noti. Prendiamo tuttavia atto dell’impegno ‘sacro’ assunto dall’attuale maggioranza e saremo ben lieti di scoprire quale sarà il giudizio degli elettori sull’operato del sindaco e della sua squadra. Dal canto nostro saremo in grado di mettere in campo una validissima alternativa frutto della sintesi di tutti i componenti dell’attuale minoranza e capace di offrire una proposta alternativa a quella già oggi ufficializzata dalla maggioranza. Allo stesso tempo sorprende che anche in ordine all’elezione del nuovo presidente del consiglio, figura che dovrebbe essere terza ed imparziale, rappresentativa dell’intero consiglio comunale, non sia stato avviato neanche un minimo di confronto con i componenti della minoranza. Al contrario, l’autorevolezza della carica potrebbe essere consacrata ancor di più da una unanime votazione della stessa e per fare ciò non può prescindersi da un dialogo anche con chi le elezioni del 2016 non le ha vinte sol perché decise di non tradire i propri valori ed ideali e portare avanti la propria proposta elettorale. Senza nulla togliere al Consigliere Antonio D’Arco, indicato come futuro presidente del consiglio, sarebbe opportuno aprirsi all’intero consiglio comunale per eleggere unanimemente chi, tra gli attuali esponenti della maggioranza, possa assolvere al meglio al delicato compito di Presidente del Consiglio Comunale. Siamo disponibili a confrontarci su ipotesi che non siano bloccate sul nascere, così da non far mancare il nostro apporto a questo delicato momento della consiliatura. Diversamente, una proposta secca ed insindacabile, un prendere o lasciare, una forma di imposizione non potrebbe mai trovare accoglimento e, conseguentemente, essere votata dagli attuali consiglieri di minoranza abituati, per storia personale, formazione e cultura, ad essere davvero liberi da imposizioni e condizionamenti di alcun tipo. Anche la scelta del Presidente del Consiglio deve essere funzionale al buon andamento del Consiglio e delle Commissioni consiliari e non può essere frutto di mere rivendicazioni interne» hanno concluso.
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