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Gragnano - Trasporto scolastico: è giallo sulla gara d’appalto

Il dato sicuro che emerge è che il trasporto scolastico non partirà, almeno non entro la fine dell’anno.

tempo di lettura: 2 min
di Angelo Mascolo
12/12/2015 00:00:20
Gragnano - Trasporto scolastico: è giallo sulla gara d’appalto

La querelle infinita relativa al mancato avvio del trasporto scolastico ha assunto nelle ultime ore risvolti a dir poco grotteschi. Partiamo da ieri. Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti veniva comunicato che presso la Stazione Unica Appaltante, ovvero l’ufficio facente capo alla Prefettura di Napoli al quale l’ente di via Veneto ha affidato l’espletamento della gara quinquennale per l’assegnazione degli scuolabus, avrebbe avuto luogo per la mattinata di oggi la seduta pubblica di gara per aggiudicare il servizio. Notizia poi smentita sullo stesso portale appena ventiquattr’ore dopo. Il dato sicuro che emerge da questo giallo è che il trasporto scolastico non partirà, almeno non entro la fine dell’anno. Questo perché la Sua – che ha in gestione la gara milionaria e quinquennale dei pulmini dallo scorso 16 marzo – sta accertando la piena conformità della certificazione antimafia presentata dalle due ditte partecipanti alla gara. Quindi, l’apertura delle buste è avvenuta. Il fattore invece che sta facendo rallentare l’aggiudicazione sono i controlli incrociati che i funzionari Sua stanno svolgendo. Alla luce soprattutto dei trascorsi legati all’affidamento degli scuolabus nel 2012, all’epoca dell’amministrazione Patriarca. Infatti, stando ai capi d’accusa portati avanti dalla procura di Torre Annunziata, fu proprio l’aggiudicazione di quella gara e le presunte pressioni esercitate dall’ex sindaco e da alcuni fedelissimi su Massarini, all’epoca titolare della Bus School Service che vinse quella gara d’appalto, a rappresentare uno delle cause principali dello scioglimento per infiltrazione camorristica del consiglio comunale. Dalle voci raccolte, una delle due ditte partecipanti all’attuale gara è proprio la Bus School Service che nel frattempo ha cambiato l’organigramma aziendale, essendo passata al figlio di Massarini. Sono proprio i controlli incrociati sulla proprietà societaria delle ditte e gli accertamenti sui possibili incroci tra queste ultime che stanno determinando i ritardi. Tuttavia, al netto delle lungaggini, sembra non arrestarsi la mobilitazione delle mamme che per lunedì 14 dicembre hanno indetto uno sciopero che dalla parrocchia di Sant’Erasmo, a via Castellammare, arriverà sotto al palazzo comunale di via Vittorio Veneto. Una manifestazione accompagnata in queste ore da non poche polemiche. Indirizzate sia verso l’amministrazione comunale – rea, secondo le mamme, di non aver tutelato gli interessi dei cittadini e soprattutto di non aver predisposto un piano b per ovviare all’impasse – sia nei confronti di Giovanni Caso, uno degli artefici della campagna elettorale che ha portato al trionfo Paolo Cimmino; quest’ultimo finito nell’occhio del ciclone per aver snobbato, con alcuni post su facebook, lo sciopero indetto dalle mamme del II circolo. Un’ondata di protesta e di dissenso che ha indotto lo stesso Caso ad eliminare il proprio profilo dal noto social network.

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