La fibrillazione che sta investendo nelle ultime settimane la politica gragnanese non si arresta. Benché il Natale sia alle porte, continua la ridda di ipotesi e di schieramenti in vista dell’eventuale appuntamento elettorale di primavera. A fare la parte da leone, in questo momento, è il centrodestra cittadino che ha di fatto inaugurato, con l’incontro privato organizzato dall’ex sindaco Zagaroli, il valzer delle consultazioni. Non meno attivo è il fronte gravitante intorno a Paolo Cimmino, la cui candidatura, che appare in ogni caso certa, sembra oscillare tra gli aghi – assai spinosi a dire il vero – del Partito Democratico e dell’area dissidente di Forza Italia. Nel mezzo di una situazione ancora tutta in divenire, sta facendo discutere, e non poco, il giallo rappresentato dalla candidatura tra le fila di Sel dell’avvocato Assunta Cacciapuoti. Una candidatura lampo, per così, durata il lasso di un paio di giorno e subito smentita dalla diretta interessata. “Su alcuni giornali locali – ha precisato Cacciapuoti – ho letto di una mia presunta collocazione tra i probabili candidati sindaci della mia città. Dato che giudico assolutamente infondata questa notizia, occorre precisare che non mi presto a nessun gioco mediatico e a pseudo-politici tipici di vecchi modi di intendere la politica, volti a strumentalizzare una semplice cena, peraltro organizzata per ragioni meramente conviviali e di saluti prenatalizi (il riferimento è alla cena della scorsa settimana alla quale la Cacciapuoti era presente con l’ex sindaco Salvatore Vozza e Biagio Galizia, quest’ultimo candidato a sindaco alle comunali 2014 ndr). Da cittadina – prosegue l’avvocato – non mi sottraggo ad esprimere il mio pensiero su Gragnano e credo che la mia città debba aprirsi a riflessioni pubbliche e confronti di idee plurali con il contributo di tutti. E’ auspicabile che il lungo periodo di fibrillazione amministrativa attraversato negli ultimi anni sia superabile da progetti che tengano in conto le idee dal basso, provenienti dal mondo delle agenzie sul territorio, associazionistico, del volontariato, della società civile oltre che dai partiti. Mi auguro una rinascita della città proiettata proiettan verso un futuro che tenga conto della sua matrice produttiva di risonanza mondiale nel settore alimentare della pasta e della sua conformazione ambientale amena nonché culturale, ampiamente decantata da artisti e scrittori in epoche antiche. Non mi appassiona il toto sindaco o il toto partito pseudo vincente. Amo la mia città e le auguro ogni bene”, conclude Cacciapuoti.