E’ attesa per il pomeriggio di oggi la sentenza del Tar sulla piena legittimità del facente funzioni Alberto Vitale. La reggenza del vicesindaco – scattata in seguito al pronunciamento della Corte d’Appello di Napoli lo scorso 14 settembre che ha dichiarato ineleggibile, e dunque decaduto, il sindaco Paolo Cimmino – è stata dal principio sempre avversata dalle forze d’opposizione, con la linea dura dettata nelle ultime settimane da Forza Italia e Ncd, che su tutti hanno fortemente criticato il dispositivo prefettizio con il quale venivano riconosciuti pieni poteri al vicesindaco Vitale. In particolar modo, oggetto della discordia, e di conseguenza motivo principale del ricorso presentato diverse settimane orsono al Tribunale Amministrativo da parte del consigliere in quota Ncd Michele Serrapica e dall’ex consigliere Roberto Attanasio, valendosi del parere legale dell’avvocato Di Lieto, è l’interpretazione dell’articolo 53 del Tuel (Testo Unico degli Enti Locali). Secondo la minoranza, infatti, l’ineleggibilità di Cimmino non ha rappresentano una condizione maturata ex post alla tornata elettorale del 2014, ma costituisce al contrario un fatto sussistente ab origine. Dunque, secondo la ragione contenuta nel ricorso al Tar, Paolo Cimmino era incandidabile fin dall’inizio. Su questo terreno, sul quale si sono confrontati e scontrati pareri e valutazioni di natura giuridico-ammministrativa negli ultimi mesi, si è inevitabilmente consumato anche lo scontro tra maggioranza e opposizione. Con la prima che, forte dei pronunciamenti della Prefettura che in ben due circostanze ha riconosciuto come valida la reggenza pro tempore di Vitale, ha serrato i ranghi continuando la propria azione politica ed amministrativa. Qualora il ricorso al Tar dovesse essere accettato, con il giudice che vedrebbe riconosciute le ragioni della minoranza, gli scenari tracciabili sembrerebbero essere sostanzialmente due. Il primo conduce direttamente ai commissari prefettizi che traghetterebbero la città fino alle elezioni di primavera; il secondo, invece, porterebbe a escludere l’entrata in scena dei commissari, con il facente funzioni Vitale in veste di traghettatore. Possibilità, quest’ultima, percorribile solo se il Tar indicherà un tempo certo per il ritorno alle urne. In ogni caso, il periodo di riferimento della tornata elettorale 2016 resta inevitabilmente sub iudice rispetto al ricorso in Cassazione di Paolo Cimmino, con l’ultimo grado di giudizio che dovrebbe arrivare, stando alle voci, all’inizio del prossimo anno.