E’ atteso per giovedì prossimo il responso del Tar in merito al ricorso presentato dal consigliere in quota Ncd Michele Serrapica e dall’ex consigliere Roberto Attanasio, avverso al dispositivo prefettizio che in due pronunciamenti ha confermato ad Alberto Vitale l’incarico di facente funzioni al posto del decaduto Paolo Cimmino. Nello specifico, la nota della Prefettura, comunicata dal prefetto Pantalone a fine settembre, ha ratificato la piena legittimità della reggenza pro tempore di Alberto Vitale richiamando l’articolo 53 del TUEL (Testo Unico Enti Locali), nel quale è prevista la possibilità da parte del vicesindaco di assumere l’incarico in caso di decadenza del primo cittadino. Un punto dolente sul quale si è misurato negli ultimi mesi lo scontro politico tra maggioranza e opposizione. Una diatriba che affonda le sue radici nella posizione sostenuta più volte dalla minoranza che l’ineleggibilità di Cimmino fosse condizione preesistente alla tornata elettorale del 2014. Per questo caso, dunque, l’articolo 53 del TUEL risulterebbe inattuabile, secondo l’interpretazione della minoranza, in quanto l’incompatibilità dell’ex sindaco Cimmino non è maturata nel corso della sua attività amministrativa, eventualità che in questo caso avrebbe fatto automaticamente scattare l’applicazione dell’articolo 53. In attesa che la sentenza del Tar metta la parola fine a una lunga e intricata vicenda che ha di fatto scandito l’ultimo anno politico gragnanese, a delinearsi sono sostanzialmente due strade. La prima si sviluppa a partire dal ricorso in Cassazione annunciato da Cimmino negli ultimi giorni. Un clamoroso, quanto improbabile al momento, ribaltamento in Cassazione del responso di secondo grado, infatti, riporterebbe Cimmino nuovamente alla guida della città. La seconda, invece, prende le mosse proprio dal ricorso presentato da Ncd al Tribunale Amministrativo. Qualora il ricorso al Tar, che stando ad indiscrezioni sarebbe stato oltreché accolto anche ritenuto fondato da parte dell’organo giudicante, dovesse avere un esito positivo non resterebbe che certificare il commissariamento ordinario disposto dalla Prefettura, con il conseguente scioglimento del consiglio comunale e il ritorno anticipato alle urne in primavera.