Si è risolto con una stretta di mano e il proposito di riaggiornarsi a breve l’incontro di ieri pomeriggio, promosso dall’ex sindaco Franco Zagaroli, che ha visto coinvolti i vari pezzi del centrodestra gragnanese. Presenti alla riunione, tra gli altri, i capigruppo di maggioranza Pietro Cavaliere e Patrizio Mascolo, i consiglieri d’opposizione Nello D’Auria e Michele Serrapica, e il coordinatore provinciale di Forza Italia Antonio Pentangelo. Motivo principale della chiamata a raccolta delle forze politiche la necessità di avviare il compattamento del centrodestra in previsione delle prossime elezioni. Dopo le fratture del passato, dunque, il centrodestra intende serrare le fila, ricomponendo i tasselli di un’alleanza andata in fumo alla vigilia delle ultime elezioni politiche cittadine. Tuttavia, le strategie sul fronte del centrodestra non rappresentano l’unico tema della politica gragnanese. Infatti, la riunione di ieri tra i vertici di Forza Italia e Ncd ha certificato, di fatto, la forte frammentazione che in questo momento sembra caratterizzare le fila della maggioranza. Con i cimminiani, infatti, sempre più avviati a stringere rapporti con l’ala dissidente del partito di Silvio Berlusconi – corrente capeggiata dal senatore Denis Verdini – e gli altri esponenti della consiliatura Cimmino che al contrario sono alle prese con nuove alleanze. Una situazione, quest’ultima, scaturita dal progressivo sganciamento delle forze di maggioranza dall’attuale composizione di governo, realtà che porterà Cimmino, candidato sicuro alle prossime elezioni, a poter contare su uno schieramento molto diverso da quello del 2014, quando la coalizione messa in campo, anche grazie alla regia di Giovanni Caso, poteva annoverare un massiccio dispiegamento di ben otto liste collegate. Le prossime settimane, quindi, si annunciano decisive. Infatti subito dopo la pausa natalizia è prevista la sentenza della Cassazione, che si annuncia più uno spartiacque politico che amministrativo, dato che al ribaltone in terzo grado sembra quasi non credere nessuno. Dal punto di vista politico, invece, la sentenza di Cassazione darà la stura a tutte le manovre in corso, accelerando e definendo le strategie e gli incontri ad oggi ancora allo stato embrionale.