In seguito all’incontro svoltosi lo scorso sabato, al quale hanno preso parte decine di associazioni gragnanesi, il Puc entra ufficialmente nella sua fase calda quella rappresentata, cioè, dalle osservazioni proposte dalla cittadinanza. Un iter che è stato, fino a questo momento, tutt’altro che agevole dal momento che, sui 60 giorni disponibili previsti dalla legge, i primi 30 sono trascorsi, complici anche le festività natalizie, senza che nessuna iniziativa venisse intrapresa. Per recuperare il tempo perduto, dunque, l’associativismo gragnanese ha deciso di organizzare una serie d’incontri nella biblioteca comunale di via Quarantola, allo scopo di “adattare” il linguaggio tecnico contenuto all’interno del nuovo piano urbanistico alle esigenze della cittadinanza. Incontri ai quali con tutta probabilità prenderanno parte i tecnici progettisti e l’amministrazione comunale. Tutto questo per rendere lo strumento urbanistico più facilmente accessibile dai cittadini, in ossequio a un principio di partecipazione democratica della società civile alla progettazione e pianificazione urbanistica della città. Tuttavia, stando alle prime indiscrezioni, le prime osservazioni in via di formulazione avrebbero evidenziato non poche criticità contenute nel piano. In maniera particolare quelle concernenti il patrimonio edilizio cittadino. Interi quartieri come via san Sebastiano, via Santa Croce, via Castellammare e via Vittorio Veneto, sulla scorta delle prime impressioni trapelate dalla visione dello strumento urbanistico, non sarebbe soggetta ad un’eventuale ricostruzione in caso di calamità naturale, con i progettisti che, al contrario, hanno previsto la delocalizzazione del patrimonio edilizio su altri suoli dal momento che la norma prevede la demolizione senza ricostruzione in sito e conseguente ricostruzione in altro sito. Ad alimentare le perplessità dei cittadini, infatti, la decisione di non vincolare le aree potenzialmente interessate da calamità naturali a una futura ricostruzione in sito, aspetto questo che provocherebbe di fatto un danno tanto ai proprietari quanto agli immobili. E’ lecito attendersi per il Puc non solo una partecipazione allargata della cittadinanza, peraltro già ben visibile dal numero di associazioni che hanno sottoscritto la proposta di incontri pubblici sul tema, ma anche un fronte massiccio di osservazioni dalle quali dovrebbe venire fuori uno strumento urbanistico in linea con le esigenze di sviluppo economico ed edilizio di Gragnano.