E’ di circa 20mila euro il “tesoretto” che il comune destinerà alla progettazione di incarichi esterni per le opere non incluse nel piano triennale 2015-2017. E’ questo, in sintesi, il contenuto della determina del settore finanziario dell’ente di via Veneto, guidato da Antonio Verdoliva, che facendo seguito alla proposta dell’assessore alle Finanze Enza Perna ha disposto il prelevamento dal fondo di riserva dell’ente, che ammonta complessivamente a 76mila euro. Al momento non risulta ancora definito il carnet delle opere sulle quali andranno ad intervenire i tecnici. Per quel che concerne il piano triennale di opere pubbliche, approvato a fine estate e non senza un animato scontro in aula, occorre registrare che ad oggi ancora nulla si è mosso. Il prospetto triennale prevede uno sforzo complessivo di circa 19 milioni di euro, quasi la metà dell’impegno previsto all’epoca della commissione prefettizia. Tuttavia, i principali interventi saranno destinati alla manutenzione degli edifici scolastici, per circa il 44% dell’importo, mentre un’incidenza di poco oltre il 20% avrà la riqualificazione delle strade e dei marciapiedi comunali. Nella voce di spesa, inoltre, non sono state inserite quattro opere pubbliche, tra queste l’irreggimentazione del torrente Vernotico e la risistemazione dei versanti del Monte Pendolo, quest’ultimo in procinto di essere realizzato con fondi comunitari per circa 4 milioni di euro. Perno centrale del Piano Triennale, inoltre, sarà la valorizzazione della Valle dei Mulini, per la quale è previsto un finanziamento di 1 milione e 200mila euro assegnato dalla Regione. Inoltre, tra le opere cittadine che attendono di essere realizzate figura il project financing dell’ex scalo ferroviario, opera sulla quale al momento pende la sospensiva del Consiglio di Stato in seguito al ricorso presentato dal comune alla sentenza del Tar, con la quale il tribunale amministrativo della Campania aveva condannato l’ente di via Veneto a risarcire, per una somma pari a 150mila euro, la società incaricata della progettazione dell’opera. Insomma, un Piano, quello 2015-2017, che appare, a pochi mesi dal suo varo, segnato da molte criticità che rischiano di rappresentare un ulteriore stop alla crescita urbanistica della città della pasta.